Newsletter260520: la fase 2 di Boris

GRAN BRETAGNA La scorsa settimana ci eravamo occupati della Francia, in questa newsletter una ricostruzione della pandemia in Gran Bretagna, dell’atteggiamento del governo di Boris Johnson, del Partito Laburista e dei sindacati, della situazione della sanità britannica dopo 10 anni di tagli e dei possibili scenari futuri. E anche in questo caso l’impressione è che, aldilà delle naturali specificità nazionali, lo schema che si ripete nella sostanza sia sempre lo stesso. SINISTRE Il primo maggio Il Manifesto pubblica un appello intitolato ‘Basta con gli agguati’ al Conte bis, sottoscritto da alcune decine di docenti universitari, giuristi, intellettuali, che tira le orecchie a chi critica il Governo. La scorsa settimana Conte risponde indirettamente aprendo il dialogo con Salvini in un’intervista a Il Foglio. Insomma, mentre la pandemia e la crisi economica che ne deriva si abbattono in primo luogo sui lavoratori, gli intellettuali di sinistra si ergono a difensori di Conte. In risposta una ‘Lettera alla sinistra che difende Conte (invece dei lavoratori)’.

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Newsletter170320: ‘Il darwinismo sociale di Macron’

POLITICA L’opinione pubblica italiana è rimasta scandalizzata dalle parole di Boris Johnson, secondo cui la ‘strategia’ del governo britannico sarebbe lasciare che il 60% dei sudditi di Sua Maestà si ammalino e si preparino ad accettare l’inevitabile bilancio in termini di vite umane. Jean-Marc Salmon, sociologo e saggista francese, che abbiamo intervistato, ci spiega come in realtà anche l’atteggiamento di Macron e del governo francese sia lo stesso, semplicemente espresso con maggiore accortezza rispetto ai loro omologhi britannici. ECONOMIA Il clamore del coronavirus ha oscurato il fulmine abbattutosi su un paese di primo piano affacciato sul Mediterraneo, il Libano, che 10 giorni fa ha dichiarato fallimento. Beirut, con un sistema bancario ipertrofico e un rapporto debito/PIL al 170%, che si aggiungono a profonde tensioni politiche e sociali vecchie e nuove, ha annunciato che non rimborserà un’obbligazione da 1,2 miliardi di dollari (tra i creditori alcuni del maggiori fondi di investimenti del mondo). Per ora il governo rifiuta l’intervento diretto del FMI, anche per la forte opposizione di Hezbollah.

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Newsletter300719: 90 giorni per Boris

POLITICA L’immagine della Brexit voluta dal popolo ignorante delle periferie e delle campagne contro la borghesia colta delle città nasconde il fatto che in realtà sull’argomento c’è una frattura nel capitalismo britannico, frutto degli squilibri del suo modello economico sbilanciato sui servizi a scapito della manifattura. Ciò mette in luce come, aldilà delle semplificazioni propagandistiche, l’unico modo serio di analizzare scelte come la Brexit è soppesarne i possibili effetti sui diversi settori dell’economia e, di riflesso, sui diversi strati della società. SINDACATO A 8.000 chilometri di distanza dalla Gran Bretagna, anche nell’economia cinese, il terziario e l’industria seguono trend divergenti e in questo caso è un fenomeno che viene rivelato dai dati pubblicati dal China Labour Bulletin sugli scioperi nel primo semestre 2019. Un fenomeno che potrebbe avere ripercussioni rilevanti sulla stabilità interna e quindi sulla forza di Pechino nelle relazioni internazionali.

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