Newsletter271118: ‘Gilets gialli? La Francia inascoltata’

POLITICA La manifestazione e gli scontri di sabato a Parigi hanno rinfocolato l’attenzione dell’informazione sul fenomeno dei ‘gilet gialli’, fino a stimolarne la comparsa delle prime imitazioni nostrane. Per questo abbiamo deciso di occuparcene ancora, questa volta intervistando Jean-Marc Salmon, sociologo e saggista francese, a cui abbiamo chiesto un parere in particolare a proposito della natura sociale di questo inedito movimento. CULTURA La pubblicazione in Francia di un interessante saggio sul messaggio politico occulto dei supereroi ci offre l’occasione per approfondire un tema che la recente scomparsa di Stan Lee, disegnatore e padre di alcuni tra i più noti personaggi della Marvel, non è valsa a far emergere nel fiume di parole scritte per celebrarlo. Ne approfittiamo per farlo noi. SINDACATO Un comunicato congiunto stilato dalla FIOM CGIL e dalla CGT francese della cantieristica navale affronta il tema della recente acquisizione di STX France da parte di Fincantieri, non dal punto di vista degli equilibri geopolitici e degli assetti finanziari dell’operazione, ma da quello dei dipendenti delle due imprese. Il messaggio sotteso al comunicato è chiaro: non intendiamo lasciarci mettere in concorrenza tra di noi, come capita solitamente in analoghe situazioni.

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Newsletter180918: manager contro all’ombra del ponte

ECONOMIA&POLITICA ‘Il ponte a Genova sarà ricostruito da un’azienda pubblica, non da Autostrade’ è il ritornello della polemica tra i ministri Cinque Stelle e l’opposizione. L’azienda pubblica è Fincantieri, che pure è una multinazionale quotata in Borsa e impelagata da tempo in uno scontro fratricida con un’altra azienda di Stato, l’ex Finmeccanica. E con l’amministratore delegato Giuseppe Bono che inciampa in una foto imbarazzante proprio nei giorni successivi allo scontro coi ‘cugini’ per il controllo su una piccola ma strategica azienda romana. E’ sufficiente che il pacchetto di maggioranza di un’azienda sia in mano allo Stato per garantire che essa non sia gestita a beneficio di piccole cricche politico-economiche?  INTERNAZIONALE Tra agosto e settembre un paio di dichiarazioni ufficiali dell’ONU inchiodano nuovamente il governo birmano dell’ex Premio Nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi, accusandolo di coprire la persecuzione della minoranza musulmana rohingya da  parte dei militari. Ma a una più attenta analisi la cacciata dei rohingya dalle loro terre si rivela solo un capitolo di una più ampia azione di esproprio della piccola proprietà contadina a beneficio delle aziende di quegli stessi paesi che condannano la ‘pulizia etnica’ e la ‘persecuzione religiosa’. In Italia intanto i fan di Aung San Suu Kyi, Piero Fassino e Vincenzo Scotti in testa, non danno segnali di pentimento.

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