Newsletter270919: La ‘svolta sociale’ di Bezos&c

SOCIETA’ Oltre duecento amministratori delegati delle principali multinazionali americane ad agosto hanno firmato una dichiarazione sulla ‘responsabilità sociale’ dell’impresa’, in cui si impegnano, tra l’altro, a garantire retribuzioni dignitose e ‘rispetto’ ai propri dipendenti. Abbiamo chiesto a Rebecca Garelli, lavoratrice e attivista sindacale, come interpreta questa mossa delle corporation e come essa si inquadra nell’attuale panorama politico e sociale americano. ECONOMIA Uno studio pubblicato cinque giorni fa da ricercatori americani e danesi fissa in cifre il fenomeno dell’evasione delle imposte tramite i cosiddetti paradisi fiscali. In Italia un quinto dei profitti delle imprese fugge dal fisco italiano spostando in Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Belgio e Svizzera circa 24 miliardi di euro l’anno. Il ‘patto con gli onesti’ Giuseppe Conte forse dovrebbe proporlo a Confindustria.

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Newsletter110518: Iran-USA. E ora?

POLITICA Martedì sera Donald Trump ha annunciato l’uscita degli USA dal trattato sul nucleare iraniano. Si tratta di una notizia attesa, che avrà conseguenze geopolitiche non solo sulle relazioni Iran-USA, ma più in generale sugli equilibri geopolitici globali e che sta già suscitando un ampio dibattito. Come sempre quando si tratta di politica internazionale la stampa italiana, a parte rare eccezioni, è la meno adatta a farsi un’idea di ciò che realmente bolle in pentola. Lo scontro Iran-USA viene presentato come frutto delle ‘paturnie’ del bizzarro presidente degli Stati Uniti. In realtà, come ha commentato Limes, una delle poche voci italiane autorevoli in materia di politica internazionale, si tratta di un mutamento di tattica all’interno di una strategia ormai consolidata da decenni. MOBILITAZIONI Negli ultimi giorni alcune delle mobilitazioni che abbiamo seguito in questi mesi hanno vissuto alcuni passaggi importanti, dalla vertenza ILVA alla lotta dei lavoratori della GTT contro la giunta pentastellata a Torino, per quanto riguarda l’Italia, fino gli scioperi dei ferrovieri francesi e degli insegnanti in un numero crescente di Stati negli USA. In attesa di tornare a occuparci nel dettaglio di ciascuna di queste vertenza, in questo numero abbiamo voluto tracciare una breve panoramica dei più importanti sviluppi, sentendo anche i diretti interessati. SCIENZE Il dibattito internazionale tra i geologi sull’introduzione di una nuova era geologica, l’Antropocene, vede entrare in campo anche la teoria marxiana della produzione e riproduzione del capitale, impiegata come strumento di analisi per analizzare gli effetti dell’attività umana sull’ambiente e la crisi ecologica che affligge il Pianeta. Una conseguenza inevitabile della presenza umana o, in particolare, dell’introduzione del modo di produzione capitalistico? A 200 anni dalla sua nascita il pensiero di Marx rappresenta ancora un efficace strumento di indagine, almeno per una parte della comunità scientifica internazionale.

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INTERVISTA Rebecca Garelli: ‘Perché la scuola americana sciopera’

Rebecca Garelli è un’insegnante di scienze di settimo grado (corrisponde alla nostra scuola media) in una scuola di Phoenix, Arizona, è iscritta all’Arizona Education Association, affiliata al National Education Association, sindacato della scuola che dichiara quasi tre milioni di iscritti. Ma Rebecca Garelli è anche tra le promotrici del movimento Red for Ed citato nel lungo reportage di Labor Notes che abbiamo tradotto. Le abbiamo chiesto di fornirci qualche dettaglio in più sulla mobilitazione e, se voleva, di mandare un messaggio agli insegnanti italiani. Rebecca Garelli, come è chiaro dal cognome, ha sposato un italiano di origini calabresi.

Secondo te perché la reazione degli insegnanti avviene proprio ora? E’ un effetto della situazione politica generale? C’è un legame col movimento degli studenti contro le armi? O la ragione è un’altra?

Guarda, in realtà negli USA la bufera che oggi vede protagonisti gli insegnanti stava montando da un periodo relativamente lungo. Dalla recessione in poi, almeno per ciò che ho potuto vedere io, i fondi per la scuola pubblica sono stati tagliati in modo drastico diminuendo drammaticamente. Da allora gli insegnanti sono già scesi in sciopero in molti Stati: Wisconsin, Washington, Illinois (Chicago) ecc.

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Newsletter260318 Scuole USA contro i tagli e le armi

DAGLI USA Provate a fare questo semplice test. Cercate su Google ‘sciopero insegnanti West Virginia’ oppure ‘Trump pornostar’ e verificate quali sono i criteri di selezione delle notizie della stampa italiana: le vicende intime del presidente pesano più di 20mila insegnanti che scioperano 13 giorni consecutivi e ottengono aumenti salariali del 5%. O forse per qualcuno Trump va condannato quando propone il muro al confine col Messico, quando mette i dazi, quando, appunto, va con una pornostar, ma non se smantella la scuola americana tagliandole i viveri? Chiusa parentesi. PuntoCritico di oggi è interamente dedicato a March for our lives, il movimento che ha portato in piazza centinaia di migliaia di studenti americani che chiedono sicurezza nelle proprie scuole e controlli sulla vendita delle armi e agli scioperi dei lavoratori della scuola che la stampa italiana snobba e che dal West Virginia si sono diffusi in Arizona, Oklahoma, Kentucky. Nell’intervista che le abbiamo fatto Rebecca Garelli, insegnante e animatrice di Arizona Teachers United ci spiega che il fuoco covava da tempo sotto la cenere, perché è scoppiato proprio ora e quali relazioni ci sono tra la lotta degli insegnanti e il movimento degli studenti. Le notizie che arrivano dall’America dimostrano che anche nella culla del capitalismo più sfrenato e sotto il ‘peggiore dei presidenti’ è possibile che scocchi la scintilla della lotta per una società più equa

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