Newsletter170720: Europa degli scandali, Wirecard

ECONOMIA&POLITICA Lo scandalo Wirecard, il gruppo tedesco dei pagamenti online fallito a giugno, dopo aver scoperto che quasi due miliardi di euro registrati a bilancio ‘probabilmente non ci sono’, ci interroga sul vero significato degli scandali e della letteratura giornalistica specializzata nella nostra società. Nella vulgata cara ai Travaglio lo scandalo è sempre l’eccezione che conferma la regola di un liberalismo ideale, migliore dei mondi possibili, insidiato solo dalla disonestà di qualche lestofante e a cui fanno da scudi umani giudici, giornalisti d’assalto e cittadini onesti. Al milionesimo episodio registrato a ogni possibile latitudine i sostenitori del capitalismo etico ripeteranno che si tratta di un’eccezione, di una questione morale e che queste cose succedono soprattutto in Italia. Una recente inchiesta del Financial Times sull’ex dg di Wirecard mette in luce la commistione tra affari e geopolitica nel paese additato dai più come il modello del rigorismo, non solo economico ma anche morale, in Europa: la Germania. Quando si mescolano finanza, cooperazione internazionale, guerra in Libia e attentati in Gran Bretagna, immigrazione, manager, ministri, spie e mercenari pensiamo davvero che il problema sia la malvagità sempre in agguato nelle segrete profondità dell’animo umano? Un po’ come nel dibattito di questi giorni su Autostrade: la colpa è della gestione di mercato o degli avidi Benetton?

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Newsletter060919: Financial Times: ‘L’UE aiuti il Conte 2’

ITALIA Dopo l’endorsement di Trump a ‘Giuseppi’ al Conte 2 arriva un riconoscimento internazionale da due tra le più autorevoli voci del capitalismo globale. Il Financial Times chiede all’UE di concedere al nuovo governo italiano uno spazio di manovra finanziario pur di negare uno spazio di manovra sociale all’opposizione di Salvini. Christine Lagarde (in trasloco dal FMI alla BCE) apprezza preventivamente la nomina all’Economia di Roberto Gualtieri, PD, già uomo di punta di Bruxelles su dossier come Fiscal Compact e MES. CINA Il governo di Hong Kong annuncia il ritiro definitivo della legge antiestradizione, ma il futuro dell’ex colonia è ancora incerto. E’ una partita a tre strategicamente complessa tra Pechino, Hong Kong, sottomessa ma con un punto di vista in qualche misura autonomo, e  l’opposizione (dalle diverse anime). Xi Jinping non può ricorrere a un repressione modello Tienanmen, ma neppure lasciar passare l’idea che la mobilitazione di piazza possa piegare Pechino. PuntoCritico fa un’incursione nel dibattito internazionale sul tema.

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