STORIA Un episodio che raramente (per non dire mai) è menzionato nei libri di storia, nei testi scolastici e nelle numerose trasmissioni di divulgazione storica che imperversano ormai nei palinsesti televisivi. E non è difficile capirne le ragioni, perché è una storia di gruppi terroristici affiliati al movimento sionista che agiscono in Italia nel primo dopoguerra, organizzano attentati col probabile sostegno di gruppi di reduci della Repubblica Sociale impegnati nel processo fondativo del MSI e beneficiano della benevolenza delle autorità italiane. Una storia che, proprio per questo, ha molto da insegnarci sull’oggi.
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Newsletter040621: Conflitto israelo-palestinese e lotta di classe
POLITICA Il nuovo primo ministro israeliano sarà un ex imprenditore milionario del settore high-tech, anche lui nazionalista, che annuncia tagli delle tasse e deregulation. Se le migliori condizioni riservate ai lavoratori ebrei sono state a lungo la principale arma dei partiti sionisti per dividerli dai lavoratori arabo-israeliani e palestinesi, da tempo le politiche neoliberali stanno erodendo la base materiale di tale divisione. In questo, più che nelle manovre della diplomazia internazionale, ci pare si annidi la prospettiva di una soluzione della questione palestinese, cioè nell’intreccio tra questione nazionale e questione sociale, un nodo da sempre al centro della stessa questione ebraica, che la nascita del movimento sionista sciolse proprio preferendo la via nazionalista a quella socialista. La nostra analisi e due documenti: il primo sul ruolo del laburismo e dell’Histadrut nella storia e nella società israeliana e il secondo sul nuovo sindacalismo indipendente in Israele.
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