Newsletter300721: Un autunno pieno di incognite

POLITICA Un bilancio della stagione politico-economica che va concludendosi: il problema non sono governo e imprese, che ovviamente portano acqua al proprio mulino, ma una sinistra politica e sociale, in primo luogo il sindacato e la CGIL, che ha scelto di praticare ostinatamente la retorica della “responsabilità” senza portare a casa un solo risultato, ma ingoiando numerosi rospi e, di fatto, relegandosi in un ruolo di inutilità sociale. LAVORO Continua la mobilitazione dei lavoratori ex interinali di Amazon di Colleferro. L’assessore al lavoro della Regione Lazio li incontra e dice di non poter fare nulla, ma loro annunciano nuove iniziative per l’autunno. A settembre probabile una manifestazione davanti al Parlamento.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter270721: Pandemia e Giochi nella crisi giapponese

SPORT&BUSINESS La decisione del governo giapponese di andare avanti con lo svolgimento dei Giochi olimpici sta scatenando una delle più grandi crisi politiche degli ultimi dieci anni. L’80% dei giapponesi secondo i sondaggi pensa che le Olimpiadi non avrebbero dovuto svolgersi e la cerimonia di inaugurazione è stata accompagnata dalla contestazione da parte di migliaia di persone la cui eco è risuonata all’interno dello stadio. LAVORO In Inghilterra i lavoratori del servizio sanitario nazionale, protagonisti della campagna vaccinale di cui tutti parlano senza mai citarli, sono protagonisti anche di un braccio di ferro col governo sugli aumenti salariali in discussione in queste settimane. Considerano l’offerta del 3% fatta dal Governo “offensiva”, il 30 luglio manifestano a Londra e si preparano a scioperare.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter230721: IRAN I lavoratori al centro delle proteste

LOTTE All’indomani delle elezioni che hanno portato alla vittoria del candidato ultraconservatore in Iran la lotta dei lavoratori del settore petrolifero diventa il catalizzatore della protesta sociale, insieme alla “rivolta degli assetati” di questi ultimi giorni. Decenni di politiche neoliberali attuate dal regime hanno arricchito l’élite di governo e impoverito la popolazione, che oggi scende in piazza unendo rivendicazioni economiche e la contestazione tutta politica della Repubblica Islamica. SEGNALAZIONI L’INAIL comunica alla politica che l’86% delle aziende ispezionate l’anno scorso è risultata irregolare (42.000 lavoratori) e anche su questo non solo il ministro del lavoro, ma l’intera politica tacciono.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter200721: CUBA Bloqueo, covid e crisi, un mix esplosivo

INTERNAZIONALE Anche a Cuba la pandemia ha accelerato una crisi economica e sociale che deriva dall’intreccio di interventi esterni – il bloqueo l’anno prossimo compie 60 anni e Biden conferma la linea dura di Trump – e scelte del governo che accentuano le contraddizioni interne. Tra chi celebra la “rivolta democratica” e chi invece stigmatizza il “complotto americano” come sempre noi cerchiamo di interpretare quello che avviene nel mondo analizzando i fatti. SINDACATO Un dossier a cura della RSU di Sogei, gioiellino informatico del Ministero dell’Economia, ha accompagnato lo sciopero di venerdì spiegandone le ragioni: 16 mesi di smart working all’Azienda hanno fruttato 9 milioni di euro tra risparmi e recuperi di produttività, ma al sindacato viene negato un accordo per regolamentare un tipo di lavoro che aumenta in modo significativo la pressione sui dipendenti. È possibile risparmiare sul lavoro in questo modo, tanto più in un’azienda pubblica così strategica?

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter160721: CINA Luci e ombre di un centenario

POLITICA Il centenario del Partito Comunista Cinese visto da occidente ovvero punti di forza e di debolezza del secondo più grande partito del mondo saldamente al timone della seconda potenza economica globale. “Non ci faremo intimidire da alcuna forza straniera” ha proclamato il presidente cinese e segretario generale del PCC Xi Jinping nel suo discorso commemorativo in Piazza Tienanmen il primo luglio. Dietro a queste parole c’è la coscienza di una forza che per l’economista Piketty deriva alla Cina dal possesso di risorse molto superiori ai debiti (inclusa “la proprietà del 30% di tutto ciò che c’è da possedere nel paese”), ma anche la debolezza di un partito che guida la “fabbrica del mondo”, ma resta un’organizzazione in cui il 28% degli oltre 90 milioni di iscritti sono agricoltori, mentre solo il 7% sono operai dell’industria. CALCIO Secondo alcune associazioni di categoria e alcuni studi internazionali la vittoria della nazionale italiana agli europei potrebbe fruttare un aumento del PIL dello 0,7%, per un valore di 12 miliardi di euro. Il che spiega alcuni fatti e polemiche di questi giorni.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter130721: Islanda, lavorare di meno senza perdere produttività

LAVORO Si può lavorare meno ore senza perdere produttività o addirittura aumentandola e vivendo meglio? Se lo è chiesto il governo islandese dopo una lunga campagna iniziata dopo il default e portata avanti da uno dei maggiori sindacati del pubblico impiego e da altre organizzazioni. Dopo una sperimentazione durata 4 anni la risposta è stata sì e oggi l’86% dei lavoratori dell’isola lavora 35-36 ore a settimana o ha la possibilità di richiederlo. Ma si tratta di un dato che rientra in un trend più generale. In Europa la Germania è il paese dove si lavora di meno, 26 ore a settimana, e la tendenza è a ridurre l’orario settimanale. SINDACATO L’Italia invece è uno dei paesi dove si lavora di più, 33 ore a settimana, 3 ore sopra la media europea. E nel settore della vigilanza privata, in piena vertenza per il rinnovo del contratto, le imprese italiane chiedono tra l’altro il superamento dell’orario giornaliero e una riduzione dei permessi. Ma i lavoratori, i meno pagati d’Italia, si ribellano e in una lettera indirizzata da decine di delegati sindacali alle proprie segreterie chiedono di agire e di tenerli al corrente della trattativa. “Sennò ci muoviamo da soli” è la minaccia. Ma il sindacato per ora tace.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter090721: OIL, crescono le migrazioni in cerca di lavoro

IMMIGRAZIONE Secondo un recente rapporto dell’OIL il fenomeno delle migrazioni per lavoro è in forte crescita e ha come protagonista una forza-lavoro che opera in particolare nei settori meno tutelati del nostro mercato del lavoro e, in particolare, nei servizi. Si tratta di un processo che avrà conseguenze ancor più visibili di oggi nella composizione del mondo del lavoro nei prossimi anni e su cui la sinistra politica e sociale dovrebbe riflettere. LAVORO Sono le stesse dinamiche in atto da tempo in società più marcatamente multirazziali della nostra. In questa newsletter la seconda intervista sul lavoro di organizzazione di Los Deliveristas Unidos tra i rider di New York, dopo quella pubblicata una settimana fa. Un’intervista che chi fa lavoro sindacale in questo settore in Italia farebbe bene a leggere e prendere in seria considerazione.  SEGNALAZIONI E a proposito di rider italiani pochi giorni fa il Tribunale di Bologna ha dichiarato illegittimo il contratto nazionale siglato da UGL e Assodelivery, di cui il principale ispiratore è stato Pietro Ichino. Il Manifesto ricostruisce tutta la vicenda.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter060721: INDIA Nella fabbrica mondiale dei vaccini vaccinati il 3,5%

CAPITALISMO Qualche mese fa l’informazione globale dava ampio spazio alla crisi sanitaria indiana, all’impennata di contagi, alla mancanza di ossigeno e dotazioni mediche per combattere la pandemia, ai forni crematori congestionati e ai cadaveri abbandonati in strada. Oggi quell’ondata di contagi è in parte rientrata, ma resta il paradosso di un paese, l’India, che esporta vaccini e persino ossigeno ma non ha vaccini e ossigeno a sufficienza per i propri abitanti. Perché? Semplicemente perché ha deciso di affrontare la pandemia adottando criteri di mercato e nel “libero mercato” le merci non vanno dove c’è bisogno di esse, ma dove ci sono più soldi pronti a fluire nelle tasche di chi le produce, per cui un’impennata della ricchezza si basa su un’impennata della povertà”: la “redditività della miseria”.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter020721: NEW YORK Rider, immigrazione, bande giovanili

LAVORO&IMMIGRAZIONE A New York la pandemia ha spinto molti lavoratori rimasti disoccupati nell’ultimo anno a lavorare per le piattaforme di food delivery, in crescita proprio grazie al covid-19. Si tratta in larga parte di immigrati latino-americani, ma anche africani e asiatici. Il processo di sindacalizzazione sui generis avviatosi a ottobre del 2020 ha visto intrecciarsi in modo originale lo spontaneo attivismo di un piccolo gruppo di lavoratori, l’intervento di un’organizzazione che si occupa di assistere e organizzare i lavoratori delle costruzione dei servizi a Brooklin e le peculiari dinamiche interne alle diverse comunità etniche e alle relative bande giovanili presenti in città e alle relazioni, spesso non facili, tra loro. Quel processo embrionale e fragile, che ha portato alla nascita di Los Deliveristas Unidos, tuttavia, è già riuscito a ottenere qualche risultato, primo tra tutti aver fermato, almeno temporaneamente, l’approvazione di una legge voluta dalle piattaforme del settore, che avrebbe di fatto cancellato il diritto di sciopero e di denuncia.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi