UCRAINA Arruolatori nel mirino. UE toglie la protezione ai renitenti?

ANTIMILITARISMO Mercoledì scorso a Leopoli, Ucraina occidentale, esplode la rabbia contro le squadre di arruolatori che battono le strade del paese a caccia di renitenti e disertori. Circa 200 persone circondano un’auto della TCK, liberano un ragazzo appena fermato, strappano le divise ai militari, rovesciano il veicolo e gli danno fuoco. L’ultimo episodio di una vera e propria escalation. Mentre la Commissione europea, su pressione di Kiev, propone di togliere la protezione temporanea agli ucraini in età di leva che fuggono dalla guerra. LOTTE Un articolo da In defense of marxism sulla rivolta in Albania, prova, forse con qualche ottimismo di troppo, a descrivere la natura del movimento, la sua composizione sociale, il modo in cui affonda le sue radici nella storia recente del paese e il rapporto che lo lega alla rivolta serba, insomma ad andare oltre la narrazione della semplice rivolta in difesa dell’ambiente o della “sovranità”. Per questo, anche se è un po’ datato (risale ai primi giorni di lotta) abbiamo deciso di tradurlo per i nostri lettori.

Newsletter230626: AAA Carne da cannone cercasi

CARNE DA CANNONE I dati diffusi dalla polizia ucraina ad aprile ci dicono che gli attacchi alle squadre di reclutatori che battono le strade del paese a caccia di disertori in un anno un anno sono triplicati. Bloomberg documenta come la ‘resistenza ucraina’ sia sempre più una ‘resistenza coatta’ di soldati inviati al fronte con la forza. Ma anche sul versante russo, come racconta un reportage di Deutsche Welle, i lauti compensi pagati ai soldati per andare a morire in Ucraina sono sempre meno efficaci e per evitare una nuova ondata di arruolamenti coatti la Russia ricorre addirittura ad agenzie che reclutano lavoratori in Africa, perlopiù come guardie private, ma, una volta a destinazione, li costringono a firmare contratti militari, li inviano al fronte e li usano nelle missioni più disperate. Del resto anche gli ucraini per Bloomberg prevedono di ricorrere a combattenti stranieri e prima o poi anche i paesi europei potrebbero farci un pensierino.

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