Newsletter050719: da New York a Roma emergenza casa

SOCIETA’ Anche in Italia il fenomeno della cosiddetta ‘gentrificazione’, la trasformazione delle grandi metropoli e in particolare dei centri storici, in quartieri vetrina per lo shopping, gli uffici di rappresentanza e le zone residenziali per famiglie a reddito medio-alto, è ormai un fenomeno consolidato. Si tratta di un fenomeno diffuso nelle grandi economie di mercato occidentali, acuito dalla finanziarizzazione dell’economia, che ha insufflato la bolla immobiliare esplosa nel 2007-2008 negli USA colpendo l’intera economia mondiale. In quegli anni stuoli di ‘esperti’ ed economisti liberali pontificavano spiegando che l’unico modo per abbassare i prezzi delle case in un’economia di mercato è costruirne di nuove. Qui in Italia Roma è, insieme a Milano, uno degli esempi più eclatanti dello stesso fenomeno. Come ci spiega Angelo Fascetti, coordinatore nazionale di ASIA, l’organizzazione degli inquilini dell’Unione Sindacale di Base, la responsabilità pesa soprattutto su una politica che qui da sempre deve una buona dose del proprio potere all’eterno patto coi palazzinari romani. Il risultato è che il patrimonio abitativo pubblico nella Capitale è un quinto di quello degli altri grandi paesi europei e ora la Regione Lazio di Zingaretti e il Comune a guida Raggi stanno mettendo all’asta a prezzi di mercato quel poco che ne rimane.

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Newsletter020719: Milano, vocazione europea e bus ai privati

POLITICA Il progetto di liberalizzazione e cessione a privati del trasporto pubblico locale milanese (e non solo) è anche una possibile lente per analizzare il modello di città a cui si ispira l’amministrazione Sala. Come tante altre metropoli europee Milano sta diventando sempre più un centro che seleziona i propri residenti sulla base del reddito, attirando i più ricchi e cacciando i più poveri. Nella capitale del nord prima Pisapia e poi Sala aumentano il costo dell’autobus del 100% in 8 anni, mentre la destra, sia pure strumentalmente, raccoglie le firme contro. La spiegazione dell’attuale situazione politica italiana è riassunta anche in questo paradosso. SCIENZE La matematica è in grado di analizzare solo i fenomeni elementari della fisica e delle scienze empiriche oppure è in grado di catturare anche quei fenomeni che comunemente si fanno rientrare nella sfera delle scienza sociali e delle discipline umanistiche? La parabola di Andrei Kolmogorov, matematico sovietico formatosi come storico, mostra come la crescita dell’interesse verso la matematica applicata abbia aperto nuove strade all’indagine quantitativa dei fenomeni complessi con conseguenze inimmaginabili fino a pochi decenni fa.

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Newsletter280619: ILVA, non si torna sul luogo del delitto (perfetto)

ECONOMIA&POLITICA Il caso ILVA riflette il pressapochismo del Governo, ma anche l’atteggiamento di una politica e di una borghesia italiana prive di ambizione. Che Confindustria e pezzi di Governo e di opposizione si mobilitino per la Torino-Lione, ma siano pronte a lasciar chiudere la più grande acciaieria d’Europa indica qual è, ai loro occhi, il futuro dell’Italia: un paese che vive di commercio, Expo e Olimpiadi invernali. Cioè una società di commessi, hostess, baristi e camerieri a 800 euro al mese. Sinistra e sindacato assistono in silenzio. SOVRANISTI Anche gli alleati di Salvini nell’Europa dell’est hanno le loro gatte da pelare. Nella Repubblica Ceca il premier Babis, soprannominato ‘Babisconi’ per i suoi molteplici conflitti di interesse, viene travolto dagli scandali. Migliaia di persone scendono in piazza e ne chiedono le dimissioni. Mentre un reportage della radio tedesca rivela che nelle sue aziende lavorano in condizioni inumane molti di quei lavoratori stranieri a cui Babis dice di voler vietare l’ingresso nel paese. FINANZA Ci sono i No Euro e c’è chi, come Mark Zuckerberg, ha annunciato che Facebook, insieme a un pool di altre grandi aziende, è pronto a lanciare la sua moneta virtuale e a insidiare uno degli ultimi monopoli degli Stati: l’emissione di moneta. Che conseguenza avrà Libra sull’economia e sul potere?

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Newsletter250619: ALGERIA ‘Aiutateci isolando i fondamentalisti’

Nella lunga intervista che abbiamo fatto a Marieme Helie Lucas, sociologa algerina e intellettuale femminista politicamente attiva già negli anni della lotta di liberazione nazionale, analizziamo il filo che congiunge l’ALGERIA di quel periodo e dei primi anni dell’indipendenza all’attuale situazione politica. Con lei affrontiamo anche il tema di un possibile ritorno del fondamentalismo islamico alla ribalta in quel paese, 30 anni dopo l’ascesa salafita culminata nel sanguinoso conflitto degli anni ’90. Marieme ammonisce la sinistra europea a scegliere bene i propri interlocutori nell’opposizione algerina. Un codismo acritico nei confronti di qualsiasi ‘mobilitazione di popolo’ infatti è speculare a quello adottato da chi invece si accoda ai conflitti di civiltà contro l’Islam. Nella seconda parte della newsletter di oggi lo SCONTRO USA-IRAN, uno scontro in cui emergono contraddizioni e divisioni all’interno della stessa borghesia americana, in parte desiderosa di concentrare le forze contro il vero pericolo – la potenza economica cinese – e in parte incapace di liberarsi dei vecchi coinvolgimenti in Medio Oriente.

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Newsletter210619: Argentina al buio, non è un problema tecnico

ECONOMIA&POLITICA Cinquanta milioni di persone senza corrente elettrica dall’alba al tramonto in cinque paesi dell’America Latina, il Governo argentino che dà una spiegazione, ma viene immediatamente smentito dalle aziende interessate, di cui è socio, un mercato liberalizzato in cui lo Stato paga sussidi esorbitanti a imprese private che vedono moltiplicarsi i propri profitti e decuplicano le tariffe agli utenti. Ma come è possibile? E’ il mercato, bellezza. Un mercato che esattamente 20 anni fa ha fatto irruzione anche nel settore energetico italiano grazie alle ‘lenzuolate di liberalizzazioni’ dell’allora ministro Pierluigi Bersani. In Italia il blackout c’è già stato, nel 2003, col famoso albero crollato alla frontiera italo-svizzera. Com’è la situazione delle rete elettrica nazionale? Potrebbe accadere anche qui ciò che è successo in Argentina? Ne parliamo con un lavoratore del Gruppo ENEL. LAVORO Con quota 100 è probabile che molte aziende sblocchino le assunzioni. Il trasporto pubblico locale è uno dei settori che sta già vedendo le aziende delle grandi città bandire concorsi per alcune centinaia di posti di lavoro e sta facendo da apripista anche nell’applicazione delle nuove regole su quota 94. I giovani che entrano in queste aziende si trovano ad affrontare condizioni difficili e rappresentarli è una sfida per un sindacato che aspiri ad avere un futuro. Un giovane lavoratore della GTT di Torino ci racconta le differenze contrattuali tra neoassunti e lavoratori anziani e come i nuovi entrati vivono la loro condizione.

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Newsletter180619: Hong Kong, Xi battuto alla vigilia del G20

ECONOMIA L’autorevole economista americano Nouriel Roubini nei giorni scorsi è tornato a mettere in guardia dal rischio di una nuova ondata di recessione che potrebbe abbattersi sull’economia mondiale a partire dall’anno prossimo. Roubini ha sottolineato l’impotenza degli strumenti di politica economica messi a disposizione dei governi delle dottrine economiche liberali per fronteggiare l’instabilità strutturale dell’economia di mercato e ha ipotizzato addirittura l’ipotesi di una de-globalizzazione dell’economia, possibile effetto di un’escalation della guerra commerciale tra USA e Cina. POLITICA E’ in questo contesto che è possibile comprendere più a fondo due fatti di cronaca come la sconfitta di Pechino a Hong Kong sull’Extradition Bill e quella di Vladimir Putin nel caso del giornalista Ivan Golunov. Se le grandi mobilitazioni delle scorse settimane esprimevano rivendicazioni essenzialmente democratiche, ciò che ha rafforzato la determinazione popolare a sfidare due regimi apparentemente ‘invincibili’ è stato l’emergere delle loro contraddizioni sul terreno dell’economia e delle politiche sociali. L’intreccio tra questione sociale, politiche nazionali e instabilità geopolitica si fa sempre più evidente.

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Il sindacalista: ‘Strategia di Genova poco chiara’

Intervista a Maurizio Rimassa, coordinatore USB Liguria

Da Genova e dal punto di vista dei lavoratori come vedi la situazione in IREN?

Guarda, il modo in cui siamo entrati in azienda come sindacato è indicativo della politica aziendale. E’ successo qualche anno fa, quando a un certo punto IREN, evidentemente per risparmiare, aveva pensato di sostituire le squadre di pronto intervento per i guasti della rete del gas, con un sistema di reperibilità. In altre parole i lavoratori, invece di essere in turno in azienda, pronti a ricevere le segnalazioni di eventuali guasti e intervenire, sarebbero stati a casa. Avevamo parecchi iscritti tra i vigili del fuoco, che di solito, quando ci sono fughe di gas, intervengono insieme ai tecnici di IREN. Mi ricordo che ci fu una seduta di una commissione del consiglio comunale in cui un funzionario dei vigili del fuoco spiegò che se passava la riorganizzazione del servizio voluta da IREN i tecnici non sarebbero arrivati per tempo dove necessario, col conseguente pericolo per i cittadini e per le stesse squadre dei pompieri. E alla fine IREN rinunciò.

E oggi?

Oggi purtroppo c’è, come spesso capita in queste aziende, una lenta erosione del servizio e, parallelamente anche delle condizioni di lavoro, ma il fatto che non ci sia una precipitazione fa sì che i lavoratori non guardino con particolare attenzione alla situazione complessiva dell’azienda. Guardandosi intorno, tutto sommato, lavorare in IREN per il momento significa ancora essere in una situazione abbastanza tutelata.

Quali sono gli spazi per l’attività sindacale?

Ovviamente in ogni città le condizioni sono diverse e quindi io posso parlare di Genova, anche se, a quanto mi risulta, la situazione è abbastanza omogenea. Ultimamente la RSU ha convocato una manifestazione davanti alla sede centrale di Genova per alcuni problemi che riguardavano i buoni pasto. Un’altra questione che ha suscitato parecchi problemi sono le buste paga. La società ha introdotto metodi tecnologici per registrare orari e operazioni svolte dai lavoratori durante i turni. A ciascuno è stato consegnato un tablet, che in teoria dovrebbe permettere di snellire le vecchie procedure – timbrature di cartellini, compilazione di documenti, verbali ecc. – mentre in pratica il risultato è che a fine mese le buste paga sono spesso sbagliate e quando chiediamo di modificarle si verificano ulteriori errori.

Un’azienda in stato confusionale…

Abbastanza e questo fatto si riflette non solo sui lavoratori, ma anche sugli utenti. Ultimamente ad esempio è in corso la sostituzione dei contatori del gas coi nuovi apparecchi digitali. Il problema è che, come è ormai prassi comune, queste operazioni vengono affidate a ditte di appalto ed essendo questo tipo di aziende ormai slegate da una dimensione locale, può capitare che l’utente venga contattato da un operatore che sta a Reggio Emilia e che non conosce minimamente il territorio di una città come Genova. Oltre al fatto che al primo inghippo c’è la solita catena di scaricabarile, per cui l’utente viene sballottato tra IREN e le diverse aziende a cui è stata affidata l’installazione dei nuovi contatori.

Il comune cosa dice?

Il comune non si capisce bene che cosa abbia in testa. Il sindaco ha fatto questa operazione che ha fatto diventare Genova prima azionista, spendendo anche parecchi soldi in un periodo in cui le casse dei comuni sono vuote e finora ha mantenuto la promessa di tenere in mano pubblica il trasporto e i rifiuti, che il centrosinistra voleva privatizzare. Nel caso dei rifiuti volevano vendere proprio a IREN, un’operazione a cui ci siamo opposti e che è stata sventata dalla reazione dei lavoratori, con una spaccatura tra i sindacati confederali: la CGIL favorevole e CISL e UIL che a un certo punto si sono sfilate. Poi però il problema è che queste aziende oltre che di rimanere pubbliche hanno bisogno di investimenti e di scelte strategiche e su questo punto le intenzioni di questa amministrazione non sono così chiare. Il messaggio che ci arriva è: ‘Finora abbiamo mantenuto le promesse. Fidatevi di noi’. Ma è chiaro che le relazioni sindacali non si possono basare sugli atti di fede. Su IREN da tempo abbiamo ottenuto che una parte dell’opposizione chiedesse la convocazione di una commissione consiliare per discutere il futuro dell’azienda, ma siamo ancora in attesa.

Insomma la prospettiva non è delle migliori…

La situazione al momento è questa e quando si fa sindacato bisogna sempre partire dalla realtà. Quello che stiamo facendo è stare coi lavoratori intervenendo sulle cose su cui è possibile portare a casa qualche piccolo risultato. Al contempo però sappiamo che quando i nodi non vengono sciolti prima o poi vengono al pettine e quindi dobbiamo essere preparati a muoverci. Del resto l’esperienza di AMIU, l’azienda dei rifiuti che citavo prima, è indicativa. E’ un’azienda dove non c’è mai stata una tradizione di grande conflittualità, perché, anche lì, tutto sommato, i lavoratori stavano abbastanza tranquilli. Ma c’è voluto poco per scatenare una reazione che ha visto mesi e mesi di scioperi, manifestazioni, invasioni del consiglio comunale, i lavoratori ribellarsi ai maggiori sindacati e, alla fine, il centrosinistra giocarsi la città proprio sul tema delle privatizzazioni.

 

Newsletter140619: Risiko multiutility, tra economia e politica

ECONOMIA&POLITICA Il numero di oggi è un’inchiesta dedicata a un pezzo di economia che produce il 7% del PIL italiano e fornisce servizi e beni primari – acqua, gas, energia e trattamento dei rifiuti – all’intera popolazione italiana. Ma allo stesso tempo è un settore che macina fatturati miliardari, porta dividendi succulenti ai comuni e aiuta la politica a tenere in piedi il welfare locale e a gestire potere e consensi. Per questo abbiamo provato a fare luce sul risiko delle grandi multiutility italiane, sulle relazioni tra queste e la politica e sui rapporti, spesso sottobanco, tra le diverse forze politiche che coabitano nei consigli di amministrazione di queste società. Ci siamo concentrati in particolare su IREN, la Spa controllata dai comuni di Genova, Torino, La Spezia, Piacenza, Reggio Emilia e Parma, perché il suo azionariato contempla la presenza di tutte le forze politiche presenti in Parlamento e dunque ci consente di analizzare l’interazione tra partiti su un terreno concreto. Ne escono scenari inediti che potrebbero sorprendere qualcuno. Per raccogliere dati e informazioni, oltre che alle fonti ufficiali, abbiamo attinto a testimonianze di protagonisti e conoscitori della materia. Alcuni ci hanno chiesto di non essere citati, altri no. Tra questi ultimi abbiamo intervistato Francesco Fantuzzi, portavoce dei piccoli azionisti IREN di Reggio Emilia e Maurizio Rimassa, sindacalista che ha avviato l’intervento sindacale di USB in IREN a Genova.

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Newsletter110619: La Sinistra va avanti: dove, si vedrà…

SINISTRE La Sinistra ‘a sinistra del PD’ si è ritrovata domenica a Roma per discutere della doccia fredda di due settimane fa. Un dibattito in cui gli illustri assenti sono stati l’analisi del voto, l’Europa e la società e in cui è apparso in modo chiaro che le due maggiori forze politiche, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana, sono legate da ragioni di reciproca convenienza ma coltivanoprogetti molto differenti. MEDIO ORIENTE La politica è fatta di improvvisi capovolgimenti di fronte e così Bibi Netanyahu, che era stato il trionfatore delle recenti elezioni, avviato a diventare il più longevo leader israeliano, pochi giorni fa è stato costretto a sciogliere il Parlamento e ad affidarsi ancora alle urne. Slittano anche i provvedimenti che avrebbero dovuto salvarlo dall’incriminazione per corruzione. Per Israele e per l’anziano leader potrebbe chiudersi un ciclo. STORIA I 100 anni dalla rivoluzione dei consigli ungherese sono l’occasione per l’uscita di un volume dedicato a quegli eventi, ma anche per una riflessione sull’oggi. Ne parliamo con uno dei due autori, Piero Acquilino.

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Newsletter070619: FCA perde il tram Renault

ECONOMIA mentre ci si incammina verso l’era dell’auto elettrica FIAT-FCA rimane fuori dal processo di aggregazione delle grandi case automobilistiche, per di più senza aver investito un quattrino in ricerca per prepararsi alla rivoluzione che attraverserà il settore. Di Maio reagisce col più classico principio dei liberali – laissez faire, lasciamo fare il mercato, insomma cedendo il ruolo dei ‘sovranisti’ a francesi e giapponesi. SUDAN Uno sciopero generale, una nuova ondata di repressione da parte del consiglio di transizione militare e la rottura degli accordi presi tra questo e l’opposizione determinano una nuova escalation di violenze e confermano che difficilmente la transizione in Sudan sarà pacifica e di breve durata. CINA Per comprendere situazioni come quella sudanese bisogna tenere presente che in Africa ai fattori locali si sommano sempre interferenze esterne. La Cina è una delle potenze mondiali più attive allo stesso tempo meno appariscenti nel teatro africano. Ne parliamo con Simone Pieranni, redattore de Il Manifesto e profondo conoscitore del colosso cinese.

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