Newsletter150920: PostCovid, i ‘consigli’ di Generali alla politica

POLITICA&AFFARI ‘Non ci sono i soldi!’ è la risposta rituale dei governi di ogni colore quando si chiedono investimenti sui servizi pubblici, pensioni e salari più alti, talvolta anche più diritti (perché anche i diritti costano). Ora che un’ondata di aiuti sta per inondare l’Europa (e l’Italia) e che persino il famigerato il Patto di Stabilità è stato sospeso non dovrebbe essere la grande occasione della sinistra e del sindacato per far sentire la loro voce? Intanto che ci pensano l’ad del Gruppo Generali, Philippe Donnet, si fa avanti chiedendo un livellamento (verso il basso) delle tasse in Europa e offrendo il suo ‘aiuto disinteressato’ ai governi per reinventare interi settori economici come trasporti e turismo. E poi una storia interessante dalla Liguria, alla vigilia delle regionali: non solo il covid-19, ma anche la tragedia di Ponte Morandi per qualcuno può diventare un affare. Qui i protagonisti sono il governatore Giovanni Toti e le imprese di autotrasporto. 

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Newsletter110920: Bus&Covid, una soluzione è riparare i mezzi

TRASPORTI Il compromesso sulla capienza dei bus all’80% (con deroghe) siglato a fine agosto tra Governo e governatori di centrodestra e di centrosinistra è una scelta politica: risparmiare sulla sicurezza dei lavoratori e degli utenti del trasporto pubblico locale, invece di investire, ad esempio sulla manutenzione dei mezzi, recuperando almeno una parte delle migliaia di mezzi abbandonate nei depositi in attesa di riparazioni. L’esempio di Roma insegna, così come, da un altro punto di vista,  le vicende giudiziarie di ATM Milano, dove un’inchiesta della Procura scoperchia la lotta senza esclusione di colpi tra Hitachi, Alstom, Siemens per spartirsi gli appalti della metropolitana. CINEMA Da Venezia una recensione di ‘Cari compagni’, il film di Andrei Konchalovsky in concorso alla Mostra del Cinema, su una strage di operai nell’URSS di Kruscev.

Newsletter080920: Il capitalismo italiano e il golpe in Mali

INTERNAZIONALE La scarsa attenzione della politica e dei media italiani al golpe del 18 agosto in Mali contrastano con l’esposizione dei governi Gentiloni, Conte 1 e 2 in Africa occidentale, in termini politici e militari. Un mese prima della deposizione del presidente Keita il nostro Parlamento aveva approvato l’invio di 200 uomini delle forze speciali nella regione al confine tra Niger, Mali e Burkina Faso. Nella cooperazione tra Roma e Parigi in Africa occidentale in ballo ci sono anche le commesse per l’industria bellica italiana. SINISTRE Un’intervista allo storico britannico David Sassoon e una replica di Fausto Bertinotti intorno a ferragosto hanno innescato un dibattito tra vecchie glorie della sinistra italiana. Il tema era ‘ecologia e lotta di classe’: ma dal punto di vista di chi e con quale obiettivo? Fare l’ala radicale del Green New Deal come la sinistra italiana ha già fatto col centrosinistra?

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Newsletter040920: Lo ‘sporco lavoro’ del gruppo Carlyle

ECONOMIA&GEOPOLITICA Capitali. Capitali che viaggiano rapidamente da una parte all’altra del mondo – grazie alle moderne tecnologie digitali oggi basta un semplice clic – e condizionano le vite di piccoli territori come di interi paesi, ma soprattutto dei lavoratori e delle classi sociali più vulnerabili che li popolano. Potrebbe essere questo il filo conduttore di questa newsletter: dagli investimenti italiani del colosso finanziario Carlyle, che a fine luglio ha annunciato di voler delocalizzare la produzione di Betafence Italia in Polonia, cancellando 300 posti di lavoro nel teramano (ce ne occupiamo anche intervistando un rappresentante sindacale) agli investimenti delle grandi compagnie di Stato cinesi, usati per accaparrarsi materie prima ma anche, forse soprattutto, per condizionare classi dirigenti che ne traggono benefici certo superiori a chi governano (oggi parliamo in particolare dell’America Latina).

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Newsletter010920: Bielorussia. Non è una nuova Ucraina

POLITICA Come avevamo preannunciato a luglio la polveriera bielorussa è esplosa e sta rivelando le contraddizioni interne del regime di Minsk e contemporaneamente anche quelle del tradizionale alleato russo. Una nostra intervista a Yuri Colombo, corrispondente del Manifesto a Mosca e, sempre dalla Russia, un’analisi dei protagonisti e delle prospettive di un movimento che fa storcere il naso a una parte della sinistra, ma anche l’Occidente nei fatti sta lasciando abbastanza isolato. STORIA Le polemiche sollevate dalla sinistra che rimpiange Stalin e difende Lukashenko contro chi invece guarda con simpatia agli scioperi dei lavoratori bielorussi ad agosto hanno incrociato l’80esimo anniversario dell’assassinio di Lev Trotsky, marxista, protagonista della Rivoluzione russa e principale avversario politico della stalinismo, ucciso nel 1940 da un sicario della GPU. Una storia che evidentemente ha ancora qualcosa da dire sulle vicende dei nostri tempi.

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Newsletter310720: MES o non MES? E’ questo il problema?

POLITICA Dopo l’adesione al Recovery Fund è ripartita la pressione perché Conte sottoscriva anche il MES. L’opposizione insorge, ma, come spesso capita, il dibattito si concentra su una questione specifica perdendo di vista il quadro generale che dovrebbe essere oggetto di valutazione. Intanto chi aspira a ricevere gli aiuti si prepara alla spartizione, si creano comitati interministeriali e commissioni unicamerali in cogestione con la parte ‘costruttiva’ dell’opposizione. GEOPOLITICA L’estate potrebbe riservarci delle sorprese, in particolare ancora una volta ai margini orientali dell’Europa. Le elezioni del 9 agosto in Bielorussia potrebbero innescare dinamiche di tipo ucraino, con le conseguenze che ciò avrebbe anche sulla parabola della vicina Russia, da sempre alleata e protettrice dell’uomo forte di Minsk Lukashenko. La crisi del regime putiniano d’altra parte affonda le sue radici in un problema più generale, cioè la contraddizione tra il ruolo geopolitico di Mosca e la sua inadeguata base materiale.

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Newsletter280720: USA, non solo Black Lives Matter

LOTTE Oltre al movimento Black Lives Matter negli USA è in atto il più importante sciopero dalla fine del lockdown. Va avanti da circa sei settimane, coinvolge oltre 4.000 lavoratori dei cantieri navali militari di Bath Iron Works e per il pubblico italiano è un evento interessante perché indirettamente tira in ballo anche Fincantieri, che ad aprile ha soffiato a General Dynamics, proprietaria dell’impianto, una commessa militare da 5,5 miliardi di dollari. A questi lavoratori arriva la solidarietà di Support The Strike, una nuova iniziativa internazionale lanciata qualche settimane fa sui social, a cui abbiamo posto alcune domande. LETTURE In un saggio uscito a marzo un ex collaboratore dell’amministrazione Trump riassume le lezioni derivanti dalla grande strategia con cui gli Asburgo crearono, ampliarono e preservarono il loro impero ‘interstiziale’, una riflessione sul passato con un occhio al presente e alle sfide che la declinante potenza americana affronta in Eurasia.

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Newsletter240720: Watergate catalano minaccia Sanchez

POLITICA Un altro scandalo, che stavolta colpisce in pieno il governo ‘di sinistra’ spagnolo, conferma una generale tendenza alla riduzione della democrazia anche in Europa che non è esclusiva dell’Est né dei governi nazionalisti. Come negli intrecci proibiti tra finanza, criminalità e guerre nel caso Wirecard, anche nel Watergate spagnolo sono i meccanismi di funzionamento profondi delle nostre società che vengono a galla. ECONOMIA&LAVORO Un’ordinaria vicenda di appalti a Genova ci svela uno di questi meccanismi: in nome del Green New Deal e del risparmio energetico la finanza, con la complicità delle istituzioni nazionali ed europee, assume il controllo dei servizi pubblici e lucra a spese dei lavoratori e dei comuni cittadini. Come? Il caso dell’illuminazione pubblica.

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Newsletter210720: Giovani e lavoratori contro Netanyahu

POLITICA In Israele crescono in modo significativo, sia in termini numerici sia di combattività, le manifestazioni contro l’inossidabile leader del Likud e primo ministro Benjamin Netanyahu, già indebolito dai suoi guai giudiziari (è sotto processo per corruzione) e ora travolto dalla crisi economica e dalle critiche per come ha gestito l’emergenza sanitaria. Alle manifestazioni dei giorni scorsi ieri si è aggiunto lo sciopero indetto dal sindacato delle infermiere. LAVORO Se le associazioni di categoria dei datori di lavoro non mancano di ricordare ogni giorno al Governo quanto hanno perso a causa della pandemia e, conseguentemente, di battere cassa, è l’ordine dei consulenti del lavoro italiani, invece del sindacato, a denunciare che la cassa integrazione ha falcidiato i salari dei lavoratori dipendenti, con tagli che vanno dal 20% al 45% dello stipendio per un ammontare di 3,5 miliardi di euro al mese. Un tema da non dimenticare nei prossimi mesi, quando, come ha annunciato Conte agli Stati Generali, si discuterà di riforma degli ammortizzatori sociali.

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Newsletter170720: Europa degli scandali, Wirecard

ECONOMIA&POLITICA Lo scandalo Wirecard, il gruppo tedesco dei pagamenti online fallito a giugno, dopo aver scoperto che quasi due miliardi di euro registrati a bilancio ‘probabilmente non ci sono’, ci interroga sul vero significato degli scandali e della letteratura giornalistica specializzata nella nostra società. Nella vulgata cara ai Travaglio lo scandalo è sempre l’eccezione che conferma la regola di un liberalismo ideale, migliore dei mondi possibili, insidiato solo dalla disonestà di qualche lestofante e a cui fanno da scudi umani giudici, giornalisti d’assalto e cittadini onesti. Al milionesimo episodio registrato a ogni possibile latitudine i sostenitori del capitalismo etico ripeteranno che si tratta di un’eccezione, di una questione morale e che queste cose succedono soprattutto in Italia. Una recente inchiesta del Financial Times sull’ex dg di Wirecard mette in luce la commistione tra affari e geopolitica nel paese additato dai più come il modello del rigorismo, non solo economico ma anche morale, in Europa: la Germania. Quando si mescolano finanza, cooperazione internazionale, guerra in Libia e attentati in Gran Bretagna, immigrazione, manager, ministri, spie e mercenari pensiamo davvero che il problema sia la malvagità sempre in agguato nelle segrete profondità dell’animo umano? Un po’ come nel dibattito di questi giorni su Autostrade: la colpa è della gestione di mercato o degli avidi Benetton?

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