Newsletter210321: Biden accantona il salario minimo

AMERICA Tra le promesse elettorali di Joe Biden quella di aumentare il salario minimo federale a 15 dollari l’ora sembra la prima a essere ormai sacrificata alla Realpolitik e alla “conciliazione nazionale”. A gennaio intanto il fondatore del Center for Economic and Policy Research di Washington Dean Baker ha pubblicato un articolo in cui afferma che se il salario minimo avesse tenuto il passo con la produttività dell’economia USA oggi sarebbe 25 dollari l’ora invece di 15. Una tesi che smentisce anche una delle principali argomentazioni utilizzate dai detrattori del salario minimo in Italia. AFRICA Il conflitto permanente che divide la Repubblica Democratica del Congo e fa da sfondo all’agguato all’ambasciatore Attanasio ha varie chiavi di lettura: una è lo scontro tra le grandi compagnie minerarie straniere e l’arretrato capitalismo semiartigianale congolese per l’estrazione di valore dalle risorse del ricco sottosuolo congolese e la spartizione e l’utilizzo dei profitti che ne derivano.

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Newsletter090321: 8 Marzo: il gender gap in azienda

DONNE Il nostro modo di celebrare la Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo è occuparci della discriminazione di genere così come essa si manifesta nel mondo del lavoro, assumendo la forma del divario salariale, il cosiddetto gender pay gap, ma anche come difficoltà di accesso al lavoro e alle opportunità di carriera. I dati tratti da alcuni rapporti che affrontano il tema a livello internazionale e nazionale mostrano come l’Italia sia uno dei paesi in cui il differenziale a scapito delle donne che lavorano sia tra i più alti e riguardi in particolare il livello inferiore delle gerarchie aziendali. Il salario minimo è uno degli strumenti indicati dall’OIL come possibile antidoto al problema. Problema che ha, naturalmente, un carattere globale. Le fabbriche del sud del mondo che lavorano in appalto per i grandi brand internazionali della moda sono tra i luoghi dove lo sfruttamento del lavoro femminile, accompagnato da abusi di ogni tipo, si manifesta in modo più brutale. E’ il caso delle fabbriche nate come funghi nell’India meridionale a partire dai primi anni di questo secolo.

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Newsletter050321: Congo, la violenza fa bene agli affari

GEOPOLITICA Una panoramica sulla storia e l’economia della Repubblica Democratica del Congo per capire meglio il contesto in cui è avvenuto l’agguato all’ambasciatore italiano e alla sua scorta. Scopriremo che il clima di violenza e la guerra per bande forniscono le migliori condizioni per la massima redditività degli investimenti esteri in un paese dalle immense risorse e dall’altrettanto immensa miseria. LAVORO Se la Commissione di Garanzia che dovrebbe evitare gli scioperi difende il diritto di sciopero e bacchetta aziende pubbliche ed enti locali sull’uso degli appalti per abbassare i salari viene il sospetto che chi dovrebbe sollevare quei problemi, cioè il sindacato, non faccia bene il proprio mestiere. E’ quanto è successo nell’ambito di una vertenza scoppiata a Modena, episodio che si aggiunge alle sentenze sui rider e a quelle sul dumping contrattuale.

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Newsletter030321: Declino USA e “ottimismo tecnologico”

POLITICA&STRATEGIA Oltre alla pandemia e a episodi come quello dell’assalto al Campidoglio c’è un altro terreno su cui è possibile cogliere i sintomi del declino americano, uno di quelli su cui in particolare gli USA hanno costruito la propria potenza: la guerra. Da ormai alcuni decenni l’esercito americano non riesce più a “vincerne” una, nel senso non semplicemente di neutralizzare l’esercito nemico, ma di riuscire poi a imporre il proprio controllo sul suo territorio. Una delle ragioni dello stallo sembra affondare le proprie radici nella dottrina strategica elaborata negli USA dopo la fine della Guerra fredda e fondata su quello che potremmo definire “ottimismo tecnologico”, cioè l’illusione che la superiorità dei sistemi d’arma, di comunicazione, logistici sia di per sé sufficiente a garantire alle forze armate americane la supremazia su qualunque avversario in qualunque condizione e in tal modo a conservare la propria egemonia globale. La consapevolezza che le cose sono più complesse comincia a filtrare e rappresenterà un bel problema per l’amministrazione Biden, tanto più che il confronto con la Cina (e la Russia) sembra non conoscere tregue e che il “ritorno al multipolarismo” implica quasi inevitabilmente una parrallela crescita della proiezione militare americana nel mondo.

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Newsletter260221: Il caso Hasél e l’anomalia spagnola

POLITICA L’arresto per lesa maestà del rapper spagnolo Pablo Hasél da parte di un governo “di sinistra” e le manifestazioni giovanili scoppiate in tutto il paese e finite spesso con cariche e arresti, sono l’occasione per riflettere sull’anomala democrazia spagnola. Protagonista una magistratura in larga misura erede del vecchio apparato franchista, legata a doppia filo alla destra e alla borghesia spagnola, che nei processi per corruzione di questi anni invece hanno ricevuto un trattamento di favore. E una sinistra che, una volta al governo, mantiene le peggiori leggi della destra. E’ la Spagna chiamata a gestire il secondo pacchetto di aiuti europei dopo quello dell’Italia. LAVORO L’ultimo rapporto OIL, dedicato al ruolo delle piattaforme digitali nel mercato del lavoro, analizza tendenze e sfide di un fenomeno in crescita, accelerato dalla pandemia. Negli ultimi 10 anni il loro numero è quintuplicato, con conseguenze problematiche sia per i lavoratori sia per le piccole e medie imprese tradizionali. SEGNALAZIONI Michael Burry, il vulcanico finanziere protagonista del film The Big Short, l’uomo che aveva previsto la crisi dei subprime, oggi prefigura un’ondata di iperinflazione in stile Weimar. Ne parla il sito BusinessInsider.

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Newsletter230221: la strategia orientale batte il covid?

PANDEMIA Mentre i ritardi nella consegna dei vaccini e l’irrompere delle “varianti” cominciano a incrinare l’ipotesi evocata nei mesi scorsi di una lineare uscita dalla pandemia i dati sul contagio a livello mondiale ci forniscono materiale per una riflessione sulle diverse strategie antipandemiche adottate in diverse aree del mondo, ma forse anche qualcosa di più. Un lungo reportage pubblicato da Bloomberg Businessweek a dicembre a proposito della Corea del sud sembra suggerire un parallelismo tra la risposta sanitaria di alcuni paesi e le più generali tendenze del capitalismo globale. La parola chiave che ci suggerisce questo parallelo è: investimenti. Chi li ha fatti a suo tempo appare nettamente più efficace nella lotta contro il covid-19.

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Newsletter190221: Germania, vertenza metalmeccanici in salita

SINDACATO Mentre in Italia è stato siglato da poco il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici in Germania si va verso una mobilitazione nazionale il primo marzo. La IG Metall, che chiude il 2020 con un’inedita perdita di iscritti, cerca di evitare l’escalation, ma l’atteggiamento di chiusura degli industriali tedeschi potrebbe comunque innescare uno scontro oltre le volontà del sindacato più forte d’Europa. Nel frattempo in Germania sta per sbarcare Tesla: nella Gigafactory in costruzione presso Berlino lavoreranno 40.000 operai. Un’altra sfida per la IG Metall. STORIA Domenica cade l’anniversario dell’assassinio di Malcolm X. Un lungo articolo di Piero Acquilino ricapitola la storia del leader nero mettendo in luce la contraddizione tra uguaglianza giuridica e diseguaglianza sociale. Un problema che non mancherà di riesplodere nonostante il recente avvicendamento alla Casa Bianca.

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Newsletter160221: cosa vogliono i mercati da Draghi (e da Bruxelles)

EUROPA Un lungo articolo pubblicato dal Financial Times nei giorni prima che Draghi sciogliesse la riserva traccia la strada che il capitale internazionale chiede all’Italia di percorrere, ma allo stesso tempo fa trapelare alcuni dubbi circa la capacità di Bruxelles di vigilare in modo efficace sull’utilizzo dei fondi europei anche intervenendo con scelte impopolari per imporre l’attuazione delle riforme previste in cambio. Riflessioni che riflettono la consapevolezza di un percorso tutto in salita anche per chi impugna il bazooka del Recovery Fund. POLITICA LOCALE Alcune vicende politiche locali, in questo caso ambientate in Liguria, mettono in luce una delle contraddizioni innescate dall’unità nazionale: i partiti che oggi siedono da alleati in Parlamento nel prossimo anno e mezzo dovranno contendersi il governo della principali città italiane, a partire dalle due più importanti, Roma e Milano.

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Newsletter210221: il governo Draghi visto da Parigi e da Berlino

POLITICA Mentre in Italia l’adulazione dei media nei confronti del “Grande Competente”, come Tommaso Montanari ha argutamente battezzato Mario Draghi, supera ormai ogni limite, la stampa estera ha meno interesse a incensare l’ex presidente della BCE e quindi il pregio di darci un’immagine meno oleografica del processo di formazione del governo. Qualche articolo inoltre ci offre alcuni elementi di riflessione su come Parigi e da Berlino, le due più influenti capitali europee, guardano agli eventi italiani. LAVORO Dopo settimane di rivelazioni e polemiche la tempesta che qualche mese fa sembrava aver travolto la sanità calabrese si è dissolta nel nulla. Con un operatore sanitario di una RSA del cosentino cerchiamo di capire come funziona e da quale blocco di potere è governata e con quali conseguenze per i lavoratori e i cittadini. Dopo aver letto l’intervista sarà più facile capire come sia stato possibile affidare la salute dei calabresi a personaggi così improbabili.

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Newsletter090221: GameStop, le locuste battono i giganti di Wall Street?

ECONOMIA Il caso GameStop, la catena di negozi di videogame la cui quotazione il 12 gennaio è balzata da 18 a 469 dollari ad azione, fa discutere politici e addetti ai lavori. C’è chi come Alexandria Ocasio Cortez, la parlamentare americana vicina a Bernie Sanders, e il miliardario Elon Musk impugna la bandiera della difesa dei piccoli investitori contro i potenti fondi d’investimento che speculano sulle aziende in difficoltà e chi invece li considera dei barbari che mettono a repentaglio l’intero sistema. C’è infine chi, più realisticamente, osserva che quanto è successo è la logica conseguenza di come funzionano mercati finanziari inondati di liquidità dalle banche centrali e che funzionano come un gigantesco gioco d’azzardo. Si stampa moneta che invece di finire nelle tasche dei lavoratori, alimentando i consumi e la crescita economica, diventa un’arma nelle mani della speculazione finanziaria e contribuisce a creare nuove “bolle”. Ma c’è una complicazione: l’innesto delle nuove tecnologie crea dinamiche che rischiano di mutare i rapporti di forza nel mondo della finanza.

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