Newsletter170420: Lezioni del virus

POLITICA Compito della politica dovrebbe essere non solo occuparsi della cronaca, ma cercare di comprenderne il senso generale, soprattutto quando si tratta di eventi fuori dall’ordinario come quelli che stiamo vivendo da un paio di mesi. Lo ha fatto ControCorrente con un documento pubblicato ieri sulla pagina FB del collettivo, ‘Riflessioni politiche sulla pandemia’, che prova ad aprire un dibattito non puramente propagandistico a sinistra. Il testo integrale. SOCIETA’ Tra gli effetti della pandemia di cui si parla ancora poco c’è l’impatto delle misure di contenimento su chi vive in affitto e ha perso tutto o in parte il reddito. A Roma si tratta di circa 200.000 famiglie, di cui un terzo circa vive negli alloggi di edilizia pubblica.

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Newsletter100420: OIL, colpiti 3 miliardi di lavoratori

LAVORO Martedì l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) ha diffuso il secondo rapporto sull’impatto della pandemia sul mondo del lavoro. La rapida diffusione del COVID-19 ha costretto l’agenzia dell’ONU a rivedere alcune delle stime iniziali. Secondo le nuove stime elaborate dai suoi ricercatori nel 2020 i lavoratori di tutto il mondo mondo pagheranno un tributo pesantissimo, una riduzione delle ore lavorate del 6,7%, l’equivalente di quasi 200 milioni di posti di lavoro a tempo pieno. In questo numero la traduzione integrale del rapporto. L’OIL raccomanda ai governi in particolare molta attenzione ai lavoratori del settore informale. Il problema non riguarda soltanto i paesi in via di sviluppo: l’Italia, ad esempio, è un paese europeo in cui la questione non è irrilevante, in particolare nel MEZZOGIORNO, dove l’economia sommersa svolge anche un ruolo di ammortizzatore sociale che rischia di saltare a seguito dell’emergenza. Gli episodi di tensione alla casse del supermercato fanno già parlare di ‘bomba sociale’ innescata e del possibile intervento della criminalità organizzata. Ne parliamo con Roberto Greco, giornalista di un’emittente palermitana e attento osservatore delle mafie.

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Newsletter070420: Genova, disuguaglianze al tempo del Covid

ITALIA Da Genova, città del settentrione diventato epicentro dell’epidemia in Italia, alcune stimolanti riflessioni sul rapporto tra epidemia e disuguaglianze sociali: Stefano Gaggero, coautore del dossier ‘Disuguaglianze al tempo del coronavirus’, ci spiega in un’intervista come le misure di ‘distanziamento sociale’ colpiscono in modo differenziato i diversi quartieri del capoluogo in base alla loro composizione sociale; Laura Guidetti delinea alcune idee per un nuovo welfare comunale fatto di servizi, educazione e prevenzione e osserva come decenni di ‘politiche manageriali’ abbiano privato il tessuto sociale delle nostre città di quei presidi territoriali di cui, proprio nelle emergenze, si coglie appieno il valore. Da Genova all’AMERICA: un importante sito finanziario americano spiega come a New York la geografia sociale della città influisca sulla mappa del contagio. Nei quartieri più poveri con un alto tasso di immigrati e una forte densità abitativa il virus imperversa, mentre a Manhattan si registra la minor quota di contagi.

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Newsletter030420: Svizzera ‘Non usate il covid contro i lavoratori’

LAVORO Anche nella puntigliosa Confederazione Elvetica la maggior parte dei lavoratori, anche quelli impiegati nei servizi non essenziali, continua a lavorare e a vedere le misure di sicurezza previste dal governo inattuate dalle proprie aziende. Lo denuncia UNIA, il maggiore sindacato svizzero. Le organizzazioni datoriali, anzi, approfittano della crisi per mettere in discussione leggi e norme contrattuali. ECONOMIA Un saggio di due ricercatori londinesi ipotizza che l’impatto del COVID-19 sull’economia americana potrebbe far esplodere una nuova bolla, legata al debito delle imprese, in particolare quelle di medie e piccole dimensioni, accelerando il processo di concentrazione di capitale già in atto. Le conseguenze potrebbero essere pesantemente negative, perché – come dimostrano i dati – le grandi società non finanziarie quotate in Borsa negli USA sono quelle che da decenni investono di meno prediligendo la distribuzione dei dividendi agli azionisti.

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Newsletter310320: Sorvegliati digitali come in Israele?

POLITICA Il Governo ha istituito una task force che dovrà elaborare una strategia per la sorveglianza digitale antivirus, ha pubblicato un bando per le aziende in grado di fornire le tecnologie richieste e – secondo un sito di intelligence francese – i nostri 007 avrebbero incontrato i servizi segreti israeliani per chiedere loro assistenza tecnica. L’autorizzazione a spiare gli spostamenti degli italiani potrebbe essere concessa dal Parlamento nei prossimi giorni eppure nessuno ne parla: va bene a tutti il Grande Fratello? LAVORO Mentre molti addetti della web economy continuano a lavorare mettendo a rischio la salute c’è chi già pensa di cogliere l’occasione per cancellare quei pochi diritti che questi lavoratori sono riusciti a strappare in questi ultimi anni. Tra questi l’Istituto Bruno Leoni, roccaforte del liberalismo più cinico, che ha appena pubblicato un pamphlet con cinque proposte di riforma del settore. A Genova invece a metà marzo un folto gruppo di fattorini che consegnano pizze a domicilio ha deciso di smettere di lavorare senza protezioni adeguate, ha scritto una lettera alla stampa e alle autorità e ora riflette sulla possibilità di organizzarsi in modo permanente per dire no al lavoro nero, alla precarietà e all’assenza di diritti. Ne abbiamo intervistato uno.

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Newsletter270320: la ‘grande strategia’ di Draghi

ECONOMIA L’intervento di Mario Draghi sul Financial Times di ieri è stato accolto come una ripetizione del ‘whatever it takes’ di 8 anni fa. Ma nelle oltre 1.100 parole che compongono il testo non vengono citate una sola volta né l’Unione Europea né la BCE di cui Draghi è stato a capo fino a poche settimane fa. Sono gli Stati a doversi accollare i crediti delle banche e i debiti delle imprese. Chi paga? COVID-19 Il segretario di Rifondazione di Bergamo nelle scorse settimane ha denunciato la differenza tra vittime ufficiali ed effettive del virus, ma soprattutto le pesanti responsabilità della politica e delle imprese nella tragedia che investe il bergamasco. In una lunga intervista ci spiega le ragioni di una strage che colpisce la regione più ricca ed ‘europea’ del paese. Da Bergamo a Mosca: il corrispondente de Il Manifesto in Russia ci racconta come l’epidemia in un paese che sembrava risparmiato finora dal virus, come funziona la sanità russa, il significato anche geopolitico della crisi per Putin.

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Newsletter 240320: Epidemia e ‘partito dell’ordine’

POLITICA Un lungo post su Facebook di un ex ufficiale dei GIS dei carabinieri, il ‘Comandante Alfa’ che chiede il coprifuoco per costringere in casa gli italiani. E’ la manifestazione estrema di un più ampio desiderio di ‘ordine e disciplina’ che fa leva sulle paure di ampi settori popolari, pervade parte della classe dirigente, ma ne mette in agitazione un’altra, inclusi alcuni influenti circoli di potere economici, militari ed ecclesiastici. Un sunto dei principali interventi e alcune riflessioni. TRASPORTI Nel trasporto pubblico le misure emergenziali del Governo sono state interpretate dalle aziende in base al modello economico di mercato che è stato loro imposto in questi 20 anni col passaggio da aziende di Stato o municipalizzate a Spa: l’horror vacui vale anche per bus e carrozze ferroviarie, per cui se chiudono scuole e negozi, i manager tagliano le corse, col risultato che spesso il sovraffollamento rimane e mantenere la distanza di sicurezza si rivela una chimera. L’esempio del Lazio.

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Newsletter200320: ‘Cura Italia’: le misure sul lavoro

LAVORO&VIRUS Il decreto ‘Cura Italia’ garantisce ammortizzatori ai lavoratori che rimangono a casa, ma a chi è rimasto in servizio nel suo posto di lavoro riserva la pacca sulla spalla del ‘premio’ da 100 euro. Le famose 20.000 assunzioni nella sanità sono a tempo, insomma vieni a lavorare in condizioni infernali rischiando il contagio e tra 6 mesi te ne torni a casa. Nella newsletter di oggi una sintesi e un commento delle principali misure del decreto che riguardano il lavoro dipendente. I lavoratori della sanità dei maggiori paesi europei sono incensati e mandati allo sbaraglio a combattere un’epidemia senza avere i mezzi. In GRAN BRETAGNA, come racconta un articolo di The Tribune c’è chi è costretto a comprarsi guanti e mascherine, mentre in GERMANIA, come riportava ieri Die Junge Welt, ci sono associazioni datoriali che, in vista del diffondersi dell’epidemia, disdettano un accordo collettivo appena siglato coi sindacati dei medici per risparmiare su straordinari e turni di reperibilità. E’ il liberalismo sanitario.

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Newsletter170320: ‘Il darwinismo sociale di Macron’

POLITICA L’opinione pubblica italiana è rimasta scandalizzata dalle parole di Boris Johnson, secondo cui la ‘strategia’ del governo britannico sarebbe lasciare che il 60% dei sudditi di Sua Maestà si ammalino e si preparino ad accettare l’inevitabile bilancio in termini di vite umane. Jean-Marc Salmon, sociologo e saggista francese, che abbiamo intervistato, ci spiega come in realtà anche l’atteggiamento di Macron e del governo francese sia lo stesso, semplicemente espresso con maggiore accortezza rispetto ai loro omologhi britannici. ECONOMIA Il clamore del coronavirus ha oscurato il fulmine abbattutosi su un paese di primo piano affacciato sul Mediterraneo, il Libano, che 10 giorni fa ha dichiarato fallimento. Beirut, con un sistema bancario ipertrofico e un rapporto debito/PIL al 170%, che si aggiungono a profonde tensioni politiche e sociali vecchie e nuove, ha annunciato che non rimborserà un’obbligazione da 1,2 miliardi di dollari (tra i creditori alcuni del maggiori fondi di investimenti del mondo). Per ora il governo rifiuta l’intervento diretto del FMI, anche per la forte opposizione di Hezbollah.

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Newsletter130320: Da Taiwan all’Iran, lezioni del virus

POLITICA&VIRUS Oggi ci occupiamo dell’epidemia di COVID-19 da un punto di vista inedito. Perché, soprattutto quando ci troviamo dinanzi a fenomeni globali, per capire cosa succede a casa propria è utile guardare cosa succede fuori e come paesi diversi reagiscono alla stessa sollecitazione, in questo caso il virus. In questa newsletter ci concentriamo su due paesi molto diversi tra loro, Taiwan e l’Iran. La prima, che per la vicinanza con la Cina continentale si presumeva sarebbe stata uno dei paesi più colpiti, finora ha avuto una sola vittima e alcune decine di contagiati (una quindicina guariti). Lo deve a un piano di emergenza elaborato dopo l’epidemia di SARS nel 2003 e basato sulla ricerca dei potenziali contagiati tramite l’incrocio di big data e banche dati pubbliche e l’uso di nuove tecnologie geolocalizzazione e codici QR, senza chiudere i confini né istituire zone rosse. L’Iran al contrario ha seguito la strada intrapresa inizialmente dalla Cina continentale, quella di occultare la verità, salvo poi non essere in grado di emulare la terapia d’urto praticata da Pechino in un secondo tempo. Oggi l’epidemia sta diventando un catalizzatore delle esplosive contraddizioni interne al paese e allo stesso regime.

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