Newsletter291019: Roma, rotta la pax sindacale, Raggi in difficoltà

POLITICA Le tante contraddizioni accumulatesi negli anni a Roma stanno spingendo la sindaca Raggi e il sindacato verso un conflitto che appare tutt’altro che desiderato e si intreccia con le tensioni latenti nella maggioranza di governo e dello stesso M5S. I sindacati infatti in sostanza chiedono al Governo di commissariare la Capitale. In questa situazione per i lavoratori delle partecipate si aprono delle opportunità, ma si pone allo steso tempo un problema di strategia. LOTTE Nel mondo si moltiplicano le mobilitazioni di massa che prendono spunto dal carovita ma sfociano in una critica frontale al sistema politico e sociale nel suo complesso. E’ accaduto in Cile con la rivolta contro l’aumento di 30 pesos delle tariffe dei trasporti, su cui torniamo in questo numero, e si sta ripetendo in Libano col movimento innescato dalla cosiddetta ‘tassa su WhatsApp’. Siamo in presenza di un trend generalizzabile a livello globale? Un tema su cui torneremo nelle prossime settimane.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter251019: ‘In Cile crisi irreversibile’

POLITICA La mobilitazione popolare si diffonde a macchia d’olio in America Latina e dopo l’Ecuador esplode in Cile e investe, in modo più contraddittorio, la Bolivia. A Gino Mirabelli, ex esule arrivato in Italia dopo il golpe di Pinochet e conoscitore della politica sudamericana, abbiamo chiesto di ricostruire i fatti e descriverci le tensioni profonde che attraversano la società cilena. SINDACATO Un botta e risposta tra Mattia Feltri e un redattore di PuntoCritico sullo sciopero delle partecipate romane porta alla luce i sogni inespressi di chi vorrebbe usare il fallimento della giunta Raggi come leva per aprire una stagione di privatizzazioni e ‘tolleranza zero’ contro i lavoratori. CINEMA Mercoledì alla Mostra del Cinema di Roma presentato in anteprima The Report, il film dedicato all’inchiesta decennale avviata dal Senato americano nel 2003 sull’utilizzo della tortura nelle prigioni segrete della CIA. Un’opera ben girata, realistica  e priva di ipocrisia, con spunti di riflessione interessanti sulla politica americana.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter221019: Erdogan, vittoria a metà

GEOPOLITICA Chi ha vinto e chi no in Siria? E’ la domanda che si pongono analisti italiani e stranieri dopo i recenti accordi diplomatici a seguito dell’offensiva delle milizie filo-turche contro la Siria nord-orientale. Un interrogativo che trova risposte interessanti ma tutte rinchiuse in un’angusta narrazione i cui protagonisti sono solo cancellerie, stati maggiori e consigli d’amministrazione. Tuttavia a mettere in crisi Erdogan più che le sanzioni e le minacce della diplomazia potrebbero essere lo sgretolamento della sua autorità e le contraddizioni sociali in patria. ECONOMIA L’ipocrisia europea sulla questione curda è esemplificata dall’atteggiamento del premier Conte, che in pochi giorni è passato dal ‘basta armi alla Turchia’ a ‘bloccare le armi non serve’. Esiste un complesso militar-industriale italiano? E quanto ha pesato su questa ‘correzione’ di rotta? POLITICA Rapido capovolgimento di fronte anche sull’ILVA, col secondo passo indietro della politica italiana sullo ‘scudo legale’ ad ArcelorMittal. Ancora una volta la politica, invece di risolvere i problemi sociali, addebita alla società i costi delle proprie contraddizioni interne.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter18019: ‘Bassi salari? Alimentano l’impresa parassitaria’

ECONOMIA Dopo l’intervista circa le conseguenze dei bassi salari sulle pensioni tedesche ci spostiamo in Italia. Di salari e manovra finanziaria, cuneo fiscale e salario minimo, lavoro e intelligenza artificiale parliamo con Simone Fana, autore, insieme alla sorella Marta, di un volume in uscita per Laterza, dal titolo eloquente: ‘Basta salari da fame’. Per Fana i salari bassi non sono solo un problema sociale, ma anche il sintomo di un’economia malata che incentiva la produzione parassitaria e vive di esportazioni a contenuto tecnologico medio-basso, esposta alle oscillazioni della domanda estera e alle minacce di guerre commerciali. LOTTE Per chiedere salari più alti lunedì sono scesi in sciopero oltre 10.000 dipendenti del principale gruppo aerospaziale pubblico indiano, HAL, uno scontro che chiama in causa le relazioni pericolose tra il primo ministro indiano Narendra Modi e uno dei maggiori gruppi privati del paese. In ballo il contratto tra India e Francia per la realizzazione del caccia multiruolo Rafale. Geopolitica e conflitto sindacale si intrecciano.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter151019: e ora tutti coi curdi…

GEOPOLITICA La recente ondata di solidarietà al popolo curdo espressa, almeno a parole, da governi e media di tutto il mondo dopo l’aggressione da parte delle truppe di Erdogan è l’ennesima dimostrazione che le classi dirigenti delle grandi potenze si ricordano delle vittime solo quando fa loro comodo. Una breve ricostruzione della loro storia del resto mostra come i curdi siano stati sempre vittime delle ingerenze straniere e del cinismo dei propri dirigenti. ECONOMIA Alla base dell’attuale rivolta contro il governo di Lenin Moreno in Ecuador c’è l’ennesima azione di massacro sociale del FMI, intervenuto per trasferire i debiti delle grandi imprese che operano nel paese sulle fasce più povere della società ecuadoregna. Un dramma le cui radici però affondano già nelle politiche del governo di Rafael Correa. L’eredità del ‘Socialismo del XXI secolo’ va in frantumi. LIBERO MERCATO California: oltre 2 milioni di persone da una settimana sono senza energia elettrica. Il gestore privato, i cui impianti sono stati giudicati responsabili dei tremendi roghi del 2017 e del 2018 – questi ultimi hanno causato 86 morti – ha deciso di affrontare la stagione dei venti e degli incendi staccando la corrente alla California del nord per ‘motivi precauzionali’. Intanto anche in Italia decolla il ‘mercato libero’ dell’energia.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter111019: Ma ai sedicenni interessa votare?

OPINIONI L’ultima boutade di una politica sempre in cerca di diversivi e di dichiarazioni da prima pagina è la proposta di Enrico Letta sul voto ai sedicenni. Una discussione che ha ricevuto il plauso bipartisan della politica, degli opinionisti e dei media. Insomma di tutti tranne i diretti interessati. SOCIETA’ Un rapporto del Deutsches Institut für Wirtschaftsforschung di Berlino prevede che entro 20 anni oltre un quinto dei pensionati tedeschi sarà povero. Johannes Geyer, uno degli autori, ci spiega che in larga misura ciò è frutto della consistente sacca di lavoro sottopagato creata in Germania dalle riforme degli anni ’90. LOTTE Alla General Motors oggi è il 26esimo giorno di sciopero e per il momento rimane il muro contro muro. L’aggiornamento con le ultime novità dagli USA. TRASPORTI A Torino USB contro Appendino: GTT, l’azienda di trasporto pubblico locale del Comune proiettata verso una ‘ingloriosa fine’…

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter081019: La sinistra che piace all’Economist ‘vince’

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

 

Newsletter041019: Roma, Raggi allo scontro coi lavoratori

LAVORO&POLITICA: lo sfondamento di un picchetto dei lavoratori di una piccola azienda partecipata del Comune di Roma da parte della polizia, per permettere a un emissario della sindaca Raggi di comunicare la sua messa in liquidazione e i 50 licenziamenti che ne conseguono, ha fatto traboccare il vaso di una situazione carica di tensioni. Il 25 ottobre ci sarà lo sciopero di tutte le aziende partecipate. Ci siamo già occupati diffusamente di AMA e di ATAC. Oggi parliamo con un dipendente di Roma Metropolitane e con un delegato sindacale di Farmacap. IDEOLOGIA Qualche giorno fa ha sollevato un certo scalpore la notizia dell’approvazione della risoluzione del Parlamento Europeo ‘contro i totalitarismi’. Più che l’equiparazione tra comunismo e nazismo colpisce il tentativo di dettare una storiografia ufficiale di Bruxelles a supporto di un’identità comune che molti degli stessi paesi-membri contestano. ESTERI Il voto in Austria segna una sola certezza, cioè la sconfitta della destra ‘sovranista’. Per il resto tutto è possibile, incluso un ritorno della stessa destra ‘sovranista’ al governo. Paradossi dell’era ‘postideologica’…

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter011019: Ai giovani USA piace il ‘socialismo’

POLITICA E’ un caso che mentre a Bruxelles si vota una mozione che equipara fascismo e comunismo, in Cina i circoli marxisti nelle università vengano chiusi dalle autorità e negli USA la destra lanci una campagna contro la diffusione delle idee socialiste tra i giovani? Secondo noi no: quando la discussione si sposta dal merito dei temi politici e sociali e si avvicina pericolosamente al campo minato del diritto d’opinione è segno che chi sta al potere percepisce la propria debolezza. Tanto più se ciò accade, come in Cina e negli USA, a seguito di un’ondata di mobilitazioni dei lavoratori e dei giovani. SINDACATO Tra queste mobilitazioni c’è lo sciopero in atto da due settimane dei lavoratori della General Motors, il più grande da 12 anni a questa parte, che verte intorno a questioni salariali, ma anche all’impatto occupazionale della transizione ai modelli elettrici.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter270919: La ‘svolta sociale’ di Bezos&c

SOCIETA’ Oltre duecento amministratori delegati delle principali multinazionali americane ad agosto hanno firmato una dichiarazione sulla ‘responsabilità sociale’ dell’impresa’, in cui si impegnano, tra l’altro, a garantire retribuzioni dignitose e ‘rispetto’ ai propri dipendenti. Abbiamo chiesto a Rebecca Garelli, lavoratrice e attivista sindacale, come interpreta questa mossa delle corporation e come essa si inquadra nell’attuale panorama politico e sociale americano. ECONOMIA Uno studio pubblicato cinque giorni fa da ricercatori americani e danesi fissa in cifre il fenomeno dell’evasione delle imposte tramite i cosiddetti paradisi fiscali. In Italia un quinto dei profitti delle imprese fugge dal fisco italiano spostando in Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Belgio e Svizzera circa 24 miliardi di euro l’anno. Il ‘patto con gli onesti’ Giuseppe Conte forse dovrebbe proporlo a Confindustria.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi