PRIMO PIANO 4 marzo. ‘Per la sinistra un punto di non ritorno’

Martedì scorso, commentando i risultati delle elezioni, avevamo titolato ‘Sinistra liquefatta’, un giudizio che ci viene confermato da Jacopo Venier, con cui ci siamo scambiati alcune impressioni a una settimana dal voto. Venier, triestino, giornalista, è stato militante politico prima nella FGCI e nel PCI e successivamente in Rifondazione Comunista e nel PDCI, dove è stato membro della segreteria nazionale per oltre 10 anni. Eletto alla Camera nel 2006, un’esperienza che – come dice nell’intervista – lo ha portato anche a rivedere in parte la propria ‘cultura politica’, dal 2010 Venier ha fondato LiberaTV una web tv con cui ha voluto mettere a disposizione del variegatissimo arcipelago della sinistra e del sindacalismo più combattivo uno strumento di informazione e comunicazione. Negli anni successivi Venier ha partecipato ad alcuni tentativi di far lavorare insieme gruppi e correnti diverse dell’estrema sinistra, prima il Comitato No Debito poi Ross@. ‘Oggi – ci tiene a precisare prima dell’intervista – posso esprimere opinioni solo a titolo personale, perché non appartengo più a nessuna organizzazione politica e quindi rappresento solo me stesso’. Lo abbiamo tranquillizzato osservando che, come conferma anche il voto, si tratta di una condizione non molto dissimile da quella dei leader della sinistra italiana.

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Newsletter130318: Dietro la guerra dei dazi

ECONOMIA L’introduzione di nuovi dazi da parte dell’Amministrazione Trump non è semplicemente l’ultima trovata del vulcanico presidente degli USA, ma il frutto di un’evoluzione dell’approccio geopolitico americano che ha radici negli strati più profondi del sistema di potere USA e che parte da prima dell’avvento di Trump. L’obiettivo primario non è più il ‘terrorismo’, ma il colosso cinese. POLITICA A dieci giorni dal 4 marzo presentiamo una nostra analisi ed elaborazione dei risultati elettorali relativa all’evoluzione dell’astensionismo e della distribuzione dei consensi tra le principali aggregazioni politiche dal 2006 a oggi. In un quadro in cui però il voto diventa sempre più il modo per esprimere uno stato d’animo piuttosto che un’appartenenza. Tra gli aspetti che balzano agli occhi con più evidenza c’è il tracollo della sinistra, perfino più pronunciato rispetto a quello del centrosinistra e del suo maggiore partito, il PD. Un tema di cui in questo numero discutiamo con Jacopo Venier, una lunga militanza politica a sinistra alle spalle, che lo ha portato per molti anni nella segreteria nazionale del PDCI e per un breve periodo anche in Parlamento. LETTURE In un periodo in cui si parla tanto, spesso a sproposito, di fascismo, il nuovo libro di Enzo Traverso, storico e docente alla Cornell University (New York), un dialogo con Régis Meyram, antropologo e ricercatore all’Università di Sophie Antipolis (Nizza), descrive l’emergere di un nuovo fenomeno, che Traverso chiama ‘postfascismo’, sviluppatosi nel vuoto lasciato dai movimenti di massa del ‘900 e prende le distanze da chi usa a piene mani e impropriamente termini come ‘fascismo’ e ‘populismo’, trasformandoli da mezzi per comprendere e definire la realtà in mere ‘suggestioni’ propagandistiche.

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PRIMO PIANO Anche gli attori lottano…

Per una star con cachet da favola ce ne sono almeno 99 che faticano ad andare avanti e magari ci riescono solo facendo il cameriere o la hostess per arrotondare. Sono i lavoratori dello spettacolo, che secondo ‘Vita da artisti’, ricerca promossa da SLC CGIL e dalla Fondazione Di Vittorio raccogliendo circa 5mila questionari, in Italia guadagnano in media circa 5mila euro lordi l’anno. La paga sindacale giornaliera di un attore teatrale professionista è 65 euro lordi e la diaria, che dovrebbe coprire le spese di vitto e alloggio in trasferta, è tale che o ci si fa ospitare da amici oppure c’è il rischio di dover usare una parte del salario per pagarsi l’albergo. Se poi l’assunzione avviene – come accade sempre più spesso – in forma di collaborazione a partita IVA, allora tutto è rimesso alla contrattazione individuale, con condizioni anno dopo anno sempre più difficili. Il problema però non sono solo le paghe ma la precarietà del rapporto. Per maturare un anno di anzianità contributiva servono almeno 120 giornate lavorative l’anno, un traguardo che coi tempi che corrono  è diventato sempre più un miraggio.

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Newsletter090318: Dialogo PD-5 Stelle? A Torino c’è già

POLITICA Il dibattito politico postelettorale si concentra intorno alla praticabilità di una qualche forma di dialogo tra PD e M5S. Renzi respinge al mittente, dicendo ‘mai al governo con gli estremisti’. Ma un renziano come il governatore del Piemonte Chiamparino apre a Di Maio indicando Torino come modello di relazioni politiche col Movimento. Abbiamo analizzato il modello Torino. La città dimostra che, aldilà delle schermaglie abituali tra forze politiche concorrenti, ci sono elementi oggettivi di convergenza legati sia a questioni di rappresentanza sociale sia, di conseguenza, di proposta politica. TRASPORTI Il salvataggio della GTT, l’azienda di trasporto pubblico del Comune di Torino, è un esempio oggettivo di continuità tra le politiche di ‘risanamento’ del centrosinistra e quelle del M5S, testimoniata anche dalla continuità dei vertici aziendali. E’ quanto emerge, scolpito nel linguaggio dei numeri, dal piano industriale approvato a gennaio. D’altra parte Torino riflette una tendenza più generale: a Firenze come a Napoli, a Genova come a Roma il risanamento del trasporto pubblico passa attraverso i tagli al servizio e al costo del lavoro e il ricorso ai privati. 8 MARZO Da due anni il movimento delle donne ha scelto la forma dello ‘sciopero sociale’ per celebrare questa scadenza. Perché, con quali contraddizioni o quali opportunità? Ne parliamo con Laura Guidetti, presidente dell’Associazione Marea e una lunga militanza femminista alle spalle. LAVORO Attori in azione davanti ai proprio luoghi di lavoro, i teatri delle maggiori città italiane, per informare il pubblico che il loro contratto nazionale è sotto attacco. Un messaggio diretto anche a imprese e sindacato.

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Newsletter060318: 4 MARZO Sinistra liquefatta. Fragile ascesa per Lega e M5S

POLITICA Dalle urne elettorali escono due sconfitti e due vincitori: la sinistra e Berlusconi da una parte, il Movumento 5 Stelle e la Lega di Salvini dall’altra. In attesa di dati più completi e definitivi sul voto anche a livello regionale PuntoCritico esprime alcune valutazioni generali sul suo significato. Un voto che sembra innanzitutto aver suggellato definitivamente la rottura tra il PD e i resti della base sociale della sinistra e l’incapacità dei fuorusciti e della stessa Potere al Popolo di intercettarne rabbia e bisogni. Ma allo stesso tempo suggerisce che il successo della Lega e del M5S potrebbe avere basi estremamente fragili. E mette anche Berlusconi nella scomoda e per lui inedita posizione del numero 2. SINDACATO Coperta dagli ultimi clamori della campagna elettorale è passata inosservata la firma di un accordo sulla contrattazione tra CGIL CISL UIL e Confindustria. Un testo che non segna una rivoluzione ma contiene i germi di un’ulteriore spremitura delle retribuzioni del lavoro dipendente. Ne parliamo con Antongiulio Mannoni, dirigente della CGIL genovese ed esponente della sinistra interna. ECONOMIA Il dibattito sui dazi americani su acciaio e alluminio come sempre ha ridotto la questione a una rappresentazione favolistica tra protezionisti cattivi e liberali buoni, ma in realtà nasconde uno scontro cominciato ben prima dell’avvento di Trump e con aspetti contraddittori e non semplici da analizzare. L’ultimo rapporto dell’International Trade Administration sulla siderurgia americana ci rivela ad esempio che prima di Trump gli Stati Uniti avevano già 150 dazi e ‘rimedi commerciali’ in atto per proteggere la propria economia e che le nuove misure potrebbero influire sulle relazioni USA con alcuni dei suoi alleati chiave in Asia.

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Newsletter020318: Chrysler, mazzette al sindacato. Marchionne: ‘Non so nulla’

SINDACATO Negli USA la Fiat Chrysler pagava mazzette al sindacato United Auto Workers per addomesticare le trattative. Bill Parker, ex sindacalista della UAW alla Chrysler, spiega come un sindacato che rinuncia alla propria autonomia può finire anche per prendere soldi dalle aziende, che in realtà dovrebbero essere la sua controparte. E ci racconta una storia che in qualche modo capovolge la narrazione del salvataggio dell’industria automobilistica americana da parte di Obama. POLITICA A pochi giorni dalle elezioni i giornali continuano a enfatizzare la contraddizione tra ‘moderati’ e ‘populisti’ nel centrodestra, ma è una contraddizione che potrebbe scoppiare nel partito di Salvini prima ancora che nella coalizione. Infatti, mentre il capo della Lega ribadisce che non c’è posto per Maroni in un eventuale governo di centrodestra, qualcuno fa notare che in Veneto i suoi uomini avrebbero monopolizzato i collegi sicuri a scapito dei fedelissimi di Zaia. Non è solo uno scontro personale: ci sono ragioni politiche e sociali. ANCORA SINDACATO I piloti Ryanair dimostrano che il conflitto in azienda e il coordinamento dei lavoratori europei possono ancora portare dei risultati. Dopo 33 anni di guerra al sindacato la compagnia low cost irlandese è costretta a far entrare il sindacato in azienda. Anche in Italia.

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Newsletter270218: Xi Jinping imperatore, Cina più instabile?

INTERNAZIONALE Il Partito Comunista Cinese rompe con una tradizione quarantennale e consegna all’attuale presidente Xi Jinping la possibilità di governare senza più limiti di mandato. Xi diventa in questo modo il dirigente comunista cinese più potente in Cina dall’epoca di Mao, ma più potente persino del ‘Grande timoniere’ sul piano internazionale, se pensiamo a quanto conta la Cina attuale nel mondo rispetto a quella di 60 anni fa. Come cerchiamo di spiegare non si tratta di un avvenimento lontano quanto sembra, ma di un fatto che potrebbe condizionare il futuro di un paese, le cui aziende controllano anche asset strategici, a partire dal settore energetico, dell’economia italiana. ITALIA Abbiamo voluto divertirci un po’, ma non troppo, passando in rassegna gli spot elettorali prodotti dalle maggiori forze politiche in vista del 4 marzo. Uno sguardo semiserio che permette tuttavia di trarre conclusioni molto serie sulla politica italiana e anche, forse, di fare qualche previsione sullo stato di salute dei diversi partiti in questa tornata elettorale. TEATRO A 200 anni dalla nascita di Karl Marx gli allievi attori del Teatro di Roma scrivono e recitano le loro ‘Favole marxiane’, in preparazione di una trasposizione teatrale de Il Capitale attesa a giugno. Un gruppo di giovani autori/attori nati dopo l’89 a confronto con un’opera che loro definiscono un ‘monumento al pensiero ’ scientifico utile all’oggi ma ancor più per il domani.

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Newsletter230218: Embraco, cronaca di una chiusura annunciata

POLITICA/ECONOMIA Da qualche giorno non si fa che parlare della vertenza Embraco. Ne parla chi è in piena campagna elettorale e chi, come il ministro Calenda, veste i panni del ministro che difende gli operai italiani e si prepara a giocare il ruolo di riserva della Repubblica dopo il 4 marzo. Ma questa vicenda rispecchia l’impotenza di uno Stato che in 20 anni si è privato di qualunque strumento di intervento pubblico nell’economia in nome del mercato e della superiorità del privato. Ora, quando un’impresa minaccia di chiudere, non resta che mettere mano al portafoglio, sperando che, come in questo caso, non ci sia qualche paese disposto a offrire di più per attirare investimenti e ottenere qualche posto di lavoro. LAVORO L’inchiesta di un giovane ricercatore dell’Università di Londra, che è anche un lavoratore di Deliveroo e rappresentante sindacale, registra una crescita delle mobilitazioni dei lavoratori impiegati dalle piattaforme di consegna di cibo a domicilio e individua nuove direzioni in cui sviluppare la ricerca su questo fenomeno. ESTERI Chi ha una certa età ricorda Cyril Ramaphosa, nuovo presidente del Sud Africa dopo le dimissioni di Zuma, come uno dei leader più radicali del sindacato dei minatori e del movimento contro l’apartheid, ma anche protagonista di una svolta che lo ha portato a diventare imprenditore minerario, convolto nel massacro di 34 minatori in sciopero a Marikana nel 2012. Una parabola che in qualche modo illustra e ricapitola la storia dell’ANC, il partito fondato da Nelson Mandela, diventato espressione di corruzione endemica e complice di un’esplosione delle disuguaglianze sociali nella secondo economia africana. La scelta di Ramaphosa potrebbe non essere casuale.

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Newsletter200218: Renzi in rotta verso Macron?

EUROPA E’ dalla vittoria di Macron lo scorso anno che in Italia circolano voci sul fatto che Renzi mediterebbe di creare un suo partito per seguire le orme del presidente francese. Ora da oltre confine questa ipotesi viene rilanciata e arricchita di un elemento, cioè una più ampia scissione del gruppo parlamentare socialista a Bruxelles, che coinvolgerebbe anche gli spagnoli di Ciudadanos, in vista di una lista macronista transnazionale alle europee del 2019. Che tali ipotesi vengano confermate o meno esse confermano la crisi profonda che attraversa una socialdemocrazia che dopo il 1989 ha cercato di accreditarsi come interlocutore affidabile per il capitalismo internazionale, in grado di realizzare un programma economico neoliberale, ma, a differenza della destra, anche di mantenere condizioni di pace sociale grazie al suo controllo sul sindacato e sulle organizzazioni di massa dei lavoratori. La probabile sconfitta del PD italiano il 4 marzo, dopo la rovinosa caduta dei socialisti francesi, dei laburisti olandesi e la scomparsa del Pasok greco, potrebbe essere una tappa decisiva di questa crisi. In Germania la SPD attraversa una delle fasi più difficili della sua storia, ma anche la stella di Angela Merkel sembra non risplendere più come una volta, tanto che si parla apertamente di successione. ITALIA Mentre il dibattito politico viene monopolizzato dai rimborsi dei 5 Stelle e dalle traversie di De Luca jr, in Africa occidentale e nel Mediterraneo orientale la politica estera di Gentiloni subisce due smacchi, di cui però non si occupa nessuno. Il governo del Niger fa filtrare la notizia che la missione militare italiana approvata dal Parlamento italiano a gennaio non è gradita, mentre, al largo di Cipro, la marina militare turca ferma una piattaforma italiana per la ricerca di idrocarburi in cerca di gas per conto dell’ENI. CINEMA Nelle sale italiane dalla settimana scorsa The Party, un ritratto impietoso di una borghesia laburista inglese in crisi di nervi.

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Newsletter160218: DOSSIER Quando la monnezza è un affare (per pochi)

ECONOMIA/POLITICA In questa newsletter abbiamo deciso di concentrarci su un unico argomento, tratto dall’ennesima polemica elettorale sulla gestione dei rifiuti a Roma. Ancora una volta la propaganda politica, assecondata da un’informazione anch’essa prevalentemente propagandistica, tende a semplificare i problemi: per centrosinistra e centrodestra il problema sono i 5 Stelle che non vogliono l’inceneritore. Per i 5 Stelle il problema sono le amministrazioni precedenti, corrotte, e la soluzione è il piano ‘rifiuti zero’. Per qualcuno è solo una questione di salute, per altri solo ‘questione morale’. La realtà è che – come emerge anche dall’intervista a un lavoratore di AMA che abbiamo realizzato – i problemi tecnici, che si collocano nel contesto di un’industria dei rifiuti sempre più complessa, hanno a monte un problema politico: un sistema di gestione del potere e di controllo sociale che a Roma rimane intatto nonostante l’avvicendarsi di giunte di diverso colore. O il ciclo dei rifiuti viene sottratto al controllo di quel sistema di interessi incrociati e si torna alla logica del servizio pubblico oppure non si vede una soluzione. D’altra parte quel sistema non si autodistruggerà da solo, se non si muovono i soggetti che dai disservizi di AMA non solo non ricavano alcun vantaggio, ma hanno soltanto da perderci: i lavoratori, che operano in condizioni sempre peggiori, e i comuni cittadini, che pagano tasse sempre più alte per un servizio che resta scadente.

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