PRIMO PIANO ‘Con Varoufakis per un europeismo antiestablishment’

Lorenzo Marsili è uno dei fondatori di DiEM25, il movimento politico di Yanis Varoufakis, l’ex ministro delle finanze greco, e coautore, insieme allo stesso Varoufakis, del volume Il Terzo spazio. Oltre establishment e populismo (Laterza, 2017). DiEM25, nato con l’obiettivo di redigere una costituzione democratica che sostituisca gli attuali trattati europei entro il 2025, dichiara circa 70mila iscritti e un centinaio di gruppi in Europa, ma – come ci racconta Lorenzo Marsili nell’intervista – proprio in queste settimane ha iniziato a costruire una rete più capillare: in Italia costituirà i propri coordinamenti in ogni regione entro aprile. L’obiettivo dichiarato è lanciare una lista transnazionale per le elezioni europee del 2019 e più in là forse un vero e proprio partito. Una proposta che Varoufakis ha lanciato in Italia una settimana fa a Napoli insieme al sindaco De Magistris, che ha già raccolto la proposta di DiEM25, e a movimenti provenienti da diversi paesi europei. Guidati da senso di curiosità gli abbiamo chiesto di parlarci di un progetto che ha almeno un pregio: affrontare la questione dell’opposizione alle politiche neoliberali e alle èlites europee rifiutando la logica delle ‘piccole patrie’.  Una novità nella sinistra cui siamo abituati, anche se –ci spiega Lorenzo Marsili – loro più che di sinistra preferiscono definirsi antisistema.

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PRIMO PIANO Savona: bus fermi contro la privatizzazione

Dopo gli scioperi selvaggi delle genovesi AMT nel 2013 e ATP nel 2016, martedì sono stati i dipendenti di TPL Linea, l’azienda dei bus di Savona e provincia, a incrociare le braccia senza  seguire la complicata procedura prevista dalla 146, la legge che disciplina gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Una scelta rischiosa (le multe vanno da 250 a 500 euro al giorno), che può essere spiegata solo col sentimento di grave preoccupazione e di rabbia dei lavoratori scatenato dall’avvicinarsi della gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale, di fatto la privatizzazione del servizio, un bando da 146 milioni di euro per dieci anni.

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Newsletter160318: SIRIA Cosa sta succedendo nella Ghouta

INTERNAZIONALE A sette anni dall’inizio della guerra in Siria le operazioni militari si concentrano ad Afrin, dove la Turchia prepara l’assalto finale ai curdi, e nella Ghouta orientale, dove 400mila civili sono in ostaggio dell’esercito di Assad e dell’aviazione di Putin da una parte e delle milizie islamiche dall’altra. Chiusa la parentesi dell’ISIS il conflitto è tornato ad apparire per quello che è: una guerra per il controllo della regione tra attori locali e protagonisti globali. ITALIA Dopo le aperture di alcuni settori dell’establishment italiano, ora per i 5 Stelle arrivano alcuni riconoscimenti dall’estero. Per Politico.eu Di Maio e i suoi potrebbero portare ‘freschezza’ nel dibattito politico a Bruxelles e maggiore fiducia verso le istituzioni europee in Italia. TRASPORTI La Liguria si conferma una regione ‘calda’ nel settore dei trasporti. Dopo gli scioperi ‘selvaggi’ del 2013 e del 2016 a Genova, ora a incrociare le braccia senza preavviso sono stati i tranvieri di Savona, preoccupati dalla privatizzazione della loro azienda. Una decisione presa dalla maggioranza bipartisan che governa la Provincia di Savona, nonostante TPL Linea si confermi un’azienda sana dal punto di vista finanziario. CINEMA Il documentario Hitler contro Picasso e gli altri punta i riflettori sull’ossessione nazista verso l’arte, ma anche sulla guerra senza esclusione di colpi tra potenze mondiali per il controllo del patrimonio artistico europeo e per il mercato mondiale dell’arte. Uno scontro che, pur con altre modalità, prosegue anche oggi.

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PRIMO PIANO 4 marzo. ‘Per la sinistra un punto di non ritorno’

Martedì scorso, commentando i risultati delle elezioni, avevamo titolato ‘Sinistra liquefatta’, un giudizio che ci viene confermato da Jacopo Venier, con cui ci siamo scambiati alcune impressioni a una settimana dal voto. Venier, triestino, giornalista, è stato militante politico prima nella FGCI e nel PCI e successivamente in Rifondazione Comunista e nel PDCI, dove è stato membro della segreteria nazionale per oltre 10 anni. Eletto alla Camera nel 2006, un’esperienza che – come dice nell’intervista – lo ha portato anche a rivedere in parte la propria ‘cultura politica’, dal 2010 Venier ha fondato LiberaTV una web tv con cui ha voluto mettere a disposizione del variegatissimo arcipelago della sinistra e del sindacalismo più combattivo uno strumento di informazione e comunicazione. Negli anni successivi Venier ha partecipato ad alcuni tentativi di far lavorare insieme gruppi e correnti diverse dell’estrema sinistra, prima il Comitato No Debito poi Ross@. ‘Oggi – ci tiene a precisare prima dell’intervista – posso esprimere opinioni solo a titolo personale, perché non appartengo più a nessuna organizzazione politica e quindi rappresento solo me stesso’. Lo abbiamo tranquillizzato osservando che, come conferma anche il voto, si tratta di una condizione non molto dissimile da quella dei leader della sinistra italiana.

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Newsletter130318: Dietro la guerra dei dazi

ECONOMIA L’introduzione di nuovi dazi da parte dell’Amministrazione Trump non è semplicemente l’ultima trovata del vulcanico presidente degli USA, ma il frutto di un’evoluzione dell’approccio geopolitico americano che ha radici negli strati più profondi del sistema di potere USA e che parte da prima dell’avvento di Trump. L’obiettivo primario non è più il ‘terrorismo’, ma il colosso cinese. POLITICA A dieci giorni dal 4 marzo presentiamo una nostra analisi ed elaborazione dei risultati elettorali relativa all’evoluzione dell’astensionismo e della distribuzione dei consensi tra le principali aggregazioni politiche dal 2006 a oggi. In un quadro in cui però il voto diventa sempre più il modo per esprimere uno stato d’animo piuttosto che un’appartenenza. Tra gli aspetti che balzano agli occhi con più evidenza c’è il tracollo della sinistra, perfino più pronunciato rispetto a quello del centrosinistra e del suo maggiore partito, il PD. Un tema di cui in questo numero discutiamo con Jacopo Venier, una lunga militanza politica a sinistra alle spalle, che lo ha portato per molti anni nella segreteria nazionale del PDCI e per un breve periodo anche in Parlamento. LETTURE In un periodo in cui si parla tanto, spesso a sproposito, di fascismo, il nuovo libro di Enzo Traverso, storico e docente alla Cornell University (New York), un dialogo con Régis Meyram, antropologo e ricercatore all’Università di Sophie Antipolis (Nizza), descrive l’emergere di un nuovo fenomeno, che Traverso chiama ‘postfascismo’, sviluppatosi nel vuoto lasciato dai movimenti di massa del ‘900 e prende le distanze da chi usa a piene mani e impropriamente termini come ‘fascismo’ e ‘populismo’, trasformandoli da mezzi per comprendere e definire la realtà in mere ‘suggestioni’ propagandistiche.

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PRIMO PIANO Anche gli attori lottano…

Per una star con cachet da favola ce ne sono almeno 99 che faticano ad andare avanti e magari ci riescono solo facendo il cameriere o la hostess per arrotondare. Sono i lavoratori dello spettacolo, che secondo ‘Vita da artisti’, ricerca promossa da SLC CGIL e dalla Fondazione Di Vittorio raccogliendo circa 5mila questionari, in Italia guadagnano in media circa 5mila euro lordi l’anno. La paga sindacale giornaliera di un attore teatrale professionista è 65 euro lordi e la diaria, che dovrebbe coprire le spese di vitto e alloggio in trasferta, è tale che o ci si fa ospitare da amici oppure c’è il rischio di dover usare una parte del salario per pagarsi l’albergo. Se poi l’assunzione avviene – come accade sempre più spesso – in forma di collaborazione a partita IVA, allora tutto è rimesso alla contrattazione individuale, con condizioni anno dopo anno sempre più difficili. Il problema però non sono solo le paghe ma la precarietà del rapporto. Per maturare un anno di anzianità contributiva servono almeno 120 giornate lavorative l’anno, un traguardo che coi tempi che corrono  è diventato sempre più un miraggio.

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Newsletter090318: Dialogo PD-5 Stelle? A Torino c’è già

POLITICA Il dibattito politico postelettorale si concentra intorno alla praticabilità di una qualche forma di dialogo tra PD e M5S. Renzi respinge al mittente, dicendo ‘mai al governo con gli estremisti’. Ma un renziano come il governatore del Piemonte Chiamparino apre a Di Maio indicando Torino come modello di relazioni politiche col Movimento. Abbiamo analizzato il modello Torino. La città dimostra che, aldilà delle schermaglie abituali tra forze politiche concorrenti, ci sono elementi oggettivi di convergenza legati sia a questioni di rappresentanza sociale sia, di conseguenza, di proposta politica. TRASPORTI Il salvataggio della GTT, l’azienda di trasporto pubblico del Comune di Torino, è un esempio oggettivo di continuità tra le politiche di ‘risanamento’ del centrosinistra e quelle del M5S, testimoniata anche dalla continuità dei vertici aziendali. E’ quanto emerge, scolpito nel linguaggio dei numeri, dal piano industriale approvato a gennaio. D’altra parte Torino riflette una tendenza più generale: a Firenze come a Napoli, a Genova come a Roma il risanamento del trasporto pubblico passa attraverso i tagli al servizio e al costo del lavoro e il ricorso ai privati. 8 MARZO Da due anni il movimento delle donne ha scelto la forma dello ‘sciopero sociale’ per celebrare questa scadenza. Perché, con quali contraddizioni o quali opportunità? Ne parliamo con Laura Guidetti, presidente dell’Associazione Marea e una lunga militanza femminista alle spalle. LAVORO Attori in azione davanti ai proprio luoghi di lavoro, i teatri delle maggiori città italiane, per informare il pubblico che il loro contratto nazionale è sotto attacco. Un messaggio diretto anche a imprese e sindacato.

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Newsletter060318: 4 MARZO Sinistra liquefatta. Fragile ascesa per Lega e M5S

POLITICA Dalle urne elettorali escono due sconfitti e due vincitori: la sinistra e Berlusconi da una parte, il Movumento 5 Stelle e la Lega di Salvini dall’altra. In attesa di dati più completi e definitivi sul voto anche a livello regionale PuntoCritico esprime alcune valutazioni generali sul suo significato. Un voto che sembra innanzitutto aver suggellato definitivamente la rottura tra il PD e i resti della base sociale della sinistra e l’incapacità dei fuorusciti e della stessa Potere al Popolo di intercettarne rabbia e bisogni. Ma allo stesso tempo suggerisce che il successo della Lega e del M5S potrebbe avere basi estremamente fragili. E mette anche Berlusconi nella scomoda e per lui inedita posizione del numero 2. SINDACATO Coperta dagli ultimi clamori della campagna elettorale è passata inosservata la firma di un accordo sulla contrattazione tra CGIL CISL UIL e Confindustria. Un testo che non segna una rivoluzione ma contiene i germi di un’ulteriore spremitura delle retribuzioni del lavoro dipendente. Ne parliamo con Antongiulio Mannoni, dirigente della CGIL genovese ed esponente della sinistra interna. ECONOMIA Il dibattito sui dazi americani su acciaio e alluminio come sempre ha ridotto la questione a una rappresentazione favolistica tra protezionisti cattivi e liberali buoni, ma in realtà nasconde uno scontro cominciato ben prima dell’avvento di Trump e con aspetti contraddittori e non semplici da analizzare. L’ultimo rapporto dell’International Trade Administration sulla siderurgia americana ci rivela ad esempio che prima di Trump gli Stati Uniti avevano già 150 dazi e ‘rimedi commerciali’ in atto per proteggere la propria economia e che le nuove misure potrebbero influire sulle relazioni USA con alcuni dei suoi alleati chiave in Asia.

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Newsletter020318: Chrysler, mazzette al sindacato. Marchionne: ‘Non so nulla’

SINDACATO Negli USA la Fiat Chrysler pagava mazzette al sindacato United Auto Workers per addomesticare le trattative. Bill Parker, ex sindacalista della UAW alla Chrysler, spiega come un sindacato che rinuncia alla propria autonomia può finire anche per prendere soldi dalle aziende, che in realtà dovrebbero essere la sua controparte. E ci racconta una storia che in qualche modo capovolge la narrazione del salvataggio dell’industria automobilistica americana da parte di Obama. POLITICA A pochi giorni dalle elezioni i giornali continuano a enfatizzare la contraddizione tra ‘moderati’ e ‘populisti’ nel centrodestra, ma è una contraddizione che potrebbe scoppiare nel partito di Salvini prima ancora che nella coalizione. Infatti, mentre il capo della Lega ribadisce che non c’è posto per Maroni in un eventuale governo di centrodestra, qualcuno fa notare che in Veneto i suoi uomini avrebbero monopolizzato i collegi sicuri a scapito dei fedelissimi di Zaia. Non è solo uno scontro personale: ci sono ragioni politiche e sociali. ANCORA SINDACATO I piloti Ryanair dimostrano che il conflitto in azienda e il coordinamento dei lavoratori europei possono ancora portare dei risultati. Dopo 33 anni di guerra al sindacato la compagnia low cost irlandese è costretta a far entrare il sindacato in azienda. Anche in Italia.

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Newsletter270218: Xi Jinping imperatore, Cina più instabile?

INTERNAZIONALE Il Partito Comunista Cinese rompe con una tradizione quarantennale e consegna all’attuale presidente Xi Jinping la possibilità di governare senza più limiti di mandato. Xi diventa in questo modo il dirigente comunista cinese più potente in Cina dall’epoca di Mao, ma più potente persino del ‘Grande timoniere’ sul piano internazionale, se pensiamo a quanto conta la Cina attuale nel mondo rispetto a quella di 60 anni fa. Come cerchiamo di spiegare non si tratta di un avvenimento lontano quanto sembra, ma di un fatto che potrebbe condizionare il futuro di un paese, le cui aziende controllano anche asset strategici, a partire dal settore energetico, dell’economia italiana. ITALIA Abbiamo voluto divertirci un po’, ma non troppo, passando in rassegna gli spot elettorali prodotti dalle maggiori forze politiche in vista del 4 marzo. Uno sguardo semiserio che permette tuttavia di trarre conclusioni molto serie sulla politica italiana e anche, forse, di fare qualche previsione sullo stato di salute dei diversi partiti in questa tornata elettorale. TEATRO A 200 anni dalla nascita di Karl Marx gli allievi attori del Teatro di Roma scrivono e recitano le loro ‘Favole marxiane’, in preparazione di una trasposizione teatrale de Il Capitale attesa a giugno. Un gruppo di giovani autori/attori nati dopo l’89 a confronto con un’opera che loro definiscono un ‘monumento al pensiero ’ scientifico utile all’oggi ma ancor più per il domani.

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