Newsletter050618: Sinistra snob in crisi

POLITICA L’avanzata elettorale della Lega e del M5S e la nascita del governo giallo-verde rappresentano un’occasione di riflessione per la sinistra italiana e un passaggio preliminare a un periodo di opposizione e irto di interrogativi. Fare opposizione al Governo, ma come e soprattutto a nome di chi e difendendo quali interessi? Per rispondere potrebbe essere utile seguire le vicissitudini che vecchi e nuovi partiti e movimenti di sinistra stanno vivendo oltre confine. La crisi a sinistra infatti non è un fenomeno solo italiano. Basti pensare che mentre in Spagna cadeva il governo di centrodestra Podemos era impegnata in un referendum sulla villa da 600mila euro del suo leader Pablo Iglesias. Il problema però è di rappresentanza: la sinistra considera ancora i lavoratori e le classi subalterne come il proprio riferimento sociale naturale? LAVORO A proposito di lavoratori c’è una categoria di cui si parla poco, sono i 70mila lavoratori della vigilanza privata, che dopo 17 anni di tregua hanno proclamato il primo sciopero generale per chiedere condizioni di lavoro e retribuzioni decenti. Non ci sono solo le guardie giurate, ma anche i cosiddetti ‘fiduciari’, lavoratori non armati, perlopiù giovani, che rappresentano il gradino più basso nel settore. Ne abbiamo intervistati due, che ci hanno raccontato di turni di lavoro fino a 12-13 ore senza poter andare in bagno, flessibilità assoluta e paghe dai 4 ai 6 euro l’ora, con aziende che macinano fatturati da decine di milioni ma usano cooperative fittizie per aggirare leggi e contratti. A Roma intanto il futuro dell’ATAC e dei suoi lavoratori rimane incerto, con la decisione del Tribunale sul piano di concordato preventivo che slitta di 15-30 giorni, un’inchiesta della magistratura per il presunto sabotaggio ai mezzi da parte di ignoti lavoratori e la data del referendum sulla privatizzazione fissata a novembre. HI-TECH Dall’altra parte del mondo più di 4mila dipendenti di Google protestano chiedendo all’azienda di sospendere la collaborazione col Pentagono per la realizzazione di un software in grado di individuare obiettivi militari per i droni nelle immagini satellitari. Un progetto a cui, senza rendercene conto, probabilmente abbiamo collaborato anche noi in qualità di utenti di Internet. E Google è costretta a cedere. Dopo Facebook e Cambridge Analytica la retorica della tecnologia buona che fa del mondo un luogo migliore, su cui le aziende della Silicon Valley hanno costruito la propria immagine, vacilla ancora e incrina il rapporto tra quelle aziende e i loro dipendenti. Una novità che prima o poi potrebbe avere un impatto anche sul piano delle relazioni sindacali.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter010618: Berlino discute il suo piano B

POLITICA Visto il livello del dibattito politico sull’Europa e l’euro a cui abbiamo assistito in questi giorni, ci è sembrato che fosse utile mettere a disposizione dei nostri lettori alcuni elementi che aiutassero a collocare la questione nel giusto contesto. Non siamo di fronte a uno scontro biblico tra il bene e il male ma a un confronto tra posizioni contrapposte all’interno dell’establishment su una scelta contingente: la costruzione di un polo politico-economico capitalistico europeo in grado di rivaleggiare con gli USA e potenze emergenti come Cina e India. Una scelta presa nel secondo dopoguerra, che non rappresenta la prima esperienza di unione monetaria nel Vecchio Continente, e che è al centro di un dibattito internazionale, non solo in Europa ma nel mondo. A marzo a Berlino si è svolto un convegno organizzato da alcune tra le più seriose istituzioni economiche tedesche e con la partecipazione di alcuni tra i più noti consiglieri di Angela Merkel, sul tema di una possibile rottura dell’euro. La proposta emersa dal convegno è la stessa che ha suscitato scandalo quando è uscita la notizia che se ne accennava nel ‘contratto di governo’ Lega-CinqueStelle: l’introduzione di una procedura di uscita dall’euro per i paesi-membri. Il miliardario George Soros invece ha pubblicato nei giorni scorsi un articolo in cui analizza, dal suo punto di vista, le ragioni della crisi del processo di unificazione europea, ne individua tre vulnerabilità – migrazioni, austerity e disgregazione territoriale – e indica con decisione la sua ricetta per curare la malattia. Insomma nel mondo si discute della crisi europea. Pare che solo in Italia discuterne sia fonte di scandalo. Ma come sempre i tabù non fanno che suscitare simpatia nei confronti di chi, a ragione o a torto, vi si oppone. IRLANDA Dopo la vittoria del sì nel referendum sull’aborto di cui ci siamo occupati la settimana scorsa escono alcuni dati interessanti sulla distribuzione territoriale del voto e sulla composizione sociale e anagrafica di chi ha votato sì.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter290518: Lo scontro è nell’establishment

POLITICA L’inedita crisi apertasi con la remissione del mandato da parte del premier incaricato Giuseppe Conte, dopo la bocciatura del candidato Ministro dell’Economia Paolo Savona, ha suscitato un dibattito in punta di diritto per stabilire se Mattarella è stato più o meno ligio ai dettami della Costituzione. Ma il problema è un altro. Già Napolitano aveva dimostrato, prima paracadutando Monti al governo dalla sera alla mattina, poi accettando il secondo mandato presidenziale, che le regole democratiche vanno bene nei periodi di ordinaria amministrazione, ma vengono messe da parte appena lo imponga il ‘bene supremo’. Ciò che conta, più che lezioni dei costituzionalisti, è il cozzare di interessi nella società italiana, nel quadro di un capitalismo europeo e internazionale in marcia verso un nuovo rallentamento della crescita. E qui emergono la sempiterna questione della piccola borghesia italiana e i piani di una grande borghesia del nord che aveva scommesso sulla possibile integrazione almeno del M5S per disinnescarne le minacce. E soprattutto emerge un interrogativo: lo scontro è tra sistema e antisistema oppure tutto interno al primo? In questo contesto, nel laboratorio politico di una borghesia italiana frastornata dall’avanzata del cosiddetto populismo compare sugli schermi la novità di Yezers, la start up politica di un gruppo di giovani managers anche loro post-ideologici che vogliono un paese smart. Insomma, non ci facciamo mancare nulla… SPORT La crisi economica e politica italiana che si esprime nelle vicende di questi giorni pare essere la ragione profonda anche della crisi che attraversa il calcio italiano e che ha visto la nazionale eliminata dagli imminenti mondiali in Russia. Almeno così si evince da due recenti rapporti di Delotte e KPMG, che interpretano lo sport più popolare al mondo come una semplice branca dell’economia.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter250518: l’estremista Paolo Savona

POLITICA Pare che lo scoglio su cui potrebbe infrangersi il ‘Governo del cambiamento’, al cui travagliato parto assistiamo in questi giorni, sia un anziano professore di economia monetaria, liberale moderato, dagli anni ’60 impegnato ai vertici delle maggiori istituzioni politiche ed economiche del capitalismo italiano. Un caso di estremismo senile? O il sintomo di una crisi in cui anche la critica più moderata si trasforma in una minacciosa spada di Damocle che incombe su Bruxelles incutendo terrore? O ancora un semplice espediente propagandistico per condizionare i passi del futuro esecutivo? AMERICA LATINA Dopo Brasile e Venezuela, anche il Nicaragua è attraversato da un’ondata di manifestazioni popolari, che da un mese scuotono, pur con intensità decrescente il governo di uno dei tanti miti della sinistra mondiale, Daniel Ortega, caudillo del Fronte Sandinista, contestato un composito fronte formato da studenti, lavoratori, contadini, ma anche industriali, proprietari terrieri e gerarchie ecclesiastiche che negli ultimi diecì anni avevano sostenuto la sua politica di sostegno alle imprese e di apertura al capitale straniero. SINDACATO Secondo il sito americano Jacobin, dopo la stagione di scioperi nella scuola, in estate qualcosa potrebbe muoversi nel settore della logistica, dove la trattativa sul contratto UPS (280mila iscritti al sindacato) e l’insoddisfazione serpeggiante tra i lavoratori per la politica aziendale, ma anche per la condotta del sindacato, potrebbero riservarci delle sorprese. In un settore sempre più centrale per il capitalismo globale, la logistica, notizie di agitazioni arrivano un po’ da tutto il mondo. In Cina nelle ultime settimane ci sono state manifestazioni in diverse città contro i tagli alle paghe annunciati dalla compagnia di Hong Kong Lalamove. Dalla Francia arriva invece la notizia, scontata, che la riforma delle ferrovie promossa dal Governo è stata bocciata dai lavoratori nel corso della consultazione terminata lunedì scorso. Il problema ora è capire quali conseguenze avrà il voto sulla trattativa e sugli scioperi. CULTURA E’ morto a 85 anni, sei anni dopo aver annunciato il suo ritiro dall’attività letteraria, Philip Roth, autore ebreo americano, la cui opera rappresenta un tassello fondamentale per la comprensione delle contraddizioni e delle inquietudini che hanno attraversato la società americana negli ultimi 50 anni.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter220518: Irlanda al voto sull’aborto

Ebbene no, non parliamo di politica italiana, del candidato presidente del consiglio ‘a chiamata’, né facciamo elucubrazioni su quel che deciderà Mattarella. Ce ne occuperemo venerdì quando, forse, il quadro sarà più chiaro e analizzabile in termini politici più che di gossip. SOCIETA’ Ci occupiamo invece dell’Irlanda, dove giovedì si tiene un referendum che per la prima volta potrebbe introdurre un vero e proprio riconoscimento del diritto all’aborto nel paese. Nella lunga intervista con Therese Caherty, esponente dei sindacati irlandesi, che hanno aderito alla campagna per il sì, la nostra interlocutrice ci spiega il contesto in cui è maturata la decisione di convocare il referendum e perché i lavoratori irlandesi e gli iscritti al sindacato (in maggioranza donne) pensano che le organizzazioni dei lavoratori debbano battersi per tutelare la libertà di scelta e la salute delle donne. POLITICA L’inasprirsi delle tensioni in Medio Oriente riattualizza una vecchia polemica aperta anche nell’ambito della stessa sinistra. C’è chi pensa che per contrastare la politica di Trump e di Netanyahu nella regione sia lecito sostenere i loro nemici ‘a prescindere’ e che regimi totalitari o autoritari come quelli di Assad, Putin o degli ayatollah iraniani rappresentino un ‘male minore’, se non addirittura invece un modello da seguire. Posizione peraltro presente anche in settori dei CinqueStelle e, in qualche misura compatibili con l’ispirazione putiniana della Lega. Un lungo articolo di Leila al Ashami, attivista libertaria anglo-siriana, ci racconta pagine poco note della guerra civile, mostrandoci come quella tesi richieda al popolo siriano di pagare un insopportabile tributo di sopraffazione e di sangue in nome di un presunto anti-imperialismo laico di Assad, smentito dai fatti prima ancora che dalla logica. SINDACATO A Roma, Micaela Quintavalle, dopo un’intervista concessa a Le Iene, in cui denunciava la scarsa sicurezza sui mezzi dell’ATAC e i tagli alla manutenzione, viene sospesa a tempo indeterminato dall’Azienda. Uno dei tanti episodi del genere a cui abbiamo assistito in questi ultimi anni, ma che stavolta viene da parte dell’azienda di un comune con un’amministrazione CinqueStelle e colpisce un personaggio notoriamente vicino al Movimento negli anni passati. Intanto anche a Modena i bus continuano a bruciare.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter180518: Gaza, massacro senza fine?

ESTERI Con Omri Evron, 30 anni, ex esponente del movimento dei refusnik, oggi dirigente dell’organizzazione giovanile del Partito Comunista israeliano, cerchiamo di analizzare ragioni e possibili sviluppi della situazione esplosiva venutasi a creare coi recenti bagni di sangue ai confini della Striscia di Gaza. Evron ci spiega che la società israeliana al momento non è attraversata da reazioni di sdegno per il massacro, ma anzi abbastanza compatta nel sostenere Netanyahu in nome della sicurezza, anche se alcuni segnali di opposizione stanno venendo a galla. Qualche novità interessante si manifesta invece sul fronte palestinese. ITALIA Il dibattito che ha tenuto banco nei giorni scorsi a proposito della bozza del ‘contratto di governo’ tra M5S e Lega si è concentrato sull’Europa e la ‘cancellazione’ di 250 miliardi di BTP, bandierine ideologiche sparite immediatamente dalle bozze successive. Rimane invece la reintroduzione dei voucher, di cui nessuno si è accorto. Ma soprattutto resta una filosofia di fondo per cui pare che legalità, ambiente, digitale siano la parola magica che risolve ogni problema. ECONOMIA Giornali e tv hanno fornito un’interpretazione del Rapporto ISTAT 2018 a dir poco fantasiosa. A quanto si legge nei resoconti giornalistici infatti pare che la crisi demografica sia un problema esclusivamente italiano, in omaggio alla retorica che il nostro sia un paese da cui si può solo fuggire. Ma, come scrivono gli autori del rapporto, la diminuzione della popolazione ha altre ragioni ed è soprattutto un fenomeno che affligge gran parte delle economie avanzate, con conseguenze rilevanti sull’andamento dell’economia mondiale. Un tema su cui si è aperto un dibattito tra i maggiori economisti. LAVORO Mentre i radicali chiedono di stendere un tappeto rosso a Uber per migliorare il trasporto pubblico nella Capitale, un autorevole organo della stampa economica USA ammonisce che in America gli autisti di Uber guadagnano come i lavoratori a salario minimo.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter150518: elezioni Iraq, un voto delicato

POLITICA I primi risultati provenienti dai seggi in Iraq pare vedrebbero prevalere la lista del leader sciita Moqtada al Sadr, che avrebbe sconfitto sia il candidato sponsorizzato dagli Stati Uniti sia quello più gradito all’Iran. In ogni caso è chiaro che i risultati di queste elezioni arrivano in una fase estremamente delicata, caratterizzata dallo scontro tra USA e Israele da una parte e la Repubblica Islamica iraniana dall’altra. In attesa dei dati definitivi vi spieghiamo quali sono i protagonisti, le forze in campo e le regole della scena politica irachena. SOCIETA’ La stampa italiana ha dato ampio spazio al fenomeno della criminalità giovanile a Londra e nelle grandi città britanniche a seguito di numerosi fatti di sangue verificatisi nei primi mesi dell’anno. Ciò che conta però, aldilà dei singoli episodi pur raccapriccianti, è capire lo sfondo su cui essi si verificano. Un contesto fatto di interi quartieri abbandonati a se stessi, popolati da un sottoproletariato che vive nella miseria e nell’assenza di una prospettiva, per cui il crimine diventa la via più semplice per sopravvivere e talvolta anche una sorta di ascensore sociale. Un fenomeno tollerato purché esso rimanga confinato in quell’ambito e che entra nell’agenda politica e mediatica soltanto quando esso fuoriesce da quei quartieri, come accadde coi riot londinesi nell’agosto del 2011. Una situazione non molto dissimile da quella rivelata qui in Italia dai recenti episodi avvenuti in alcuni quartieri della periferia romana. E che rappresenta un utile elemento di riflessione per capire come funziona la società in cui viviamo.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

TEORIA Antropocene: Marx, capitalismo e crisi ecologica

Dopo la nota pubblicata a febbraio dalla banca d’affari Natixis, che conferma la teoria economica di Marx 150 anni dopo Il Capitale, pubblichiamo un altro articolo che dimostra come la teoria marxiana sia ancor oggi uno strumento di indagine scientifica utilizzato dagli studiosi e non semplicemente un oggetto di dibattito tra gli storici. Se l’utilizzo de Il Capitale in campo economico appare abbastanza naturale (magari non da parte del centro studi di una grande banca), in questo caso ci troviamo di fronte a un’applicazione meno abituale della teoria di Marx. L’autore del saggio, Carles Soriano, dell’Istituto di Scienze della Terra Jaume Almera di Barcelona (Consiglio della Ricerca Scientifica Spagnolo) interviene infatti in un dibattito in corso ormai da alcuni decenni, anche se poco noto al grande pubblico, che riguarda l’introduzione di una nuova era geologica, l’Antropocene, il cui corso sarebbe segnato da significativi mutamenti indotti nell’ambiente terreste dall’attività umana. E’ un dibattito che è uscito dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori, tanto che nel 2011 l’Economist gli ha dedicato una copertina. La questione che Soriano analizza nell’articolo L’Antropocene e la riproduzione sociometabolica del capitale (scarica il PDF) è se si debba concentrare l’attenzione su generici mutamenti prodotti dall’attività umana o se invece la vera questione siano gli effetti esercitati sull’ambiente dal modo di produzione capitalistico. Soriano argomenta che il processo che le scienze sociali definiscono ‘metabolismo sociale’, cioè lo scambio di materia ed energia tra società e natura, al centro di quei mutamenti, può essere efficacemente studiato attraverso l’approccio marxiano fondato sulla demistificazione di fenomeni sociali presentati come fenomeni naturali e viceversa. Concentrare l’attenzione sugli effetti del capitalismo (e non genericamente su quelli dell’attività umana) sull’ambiente consente di sfatare anche alcune illusioni sulla possibilità di risolvere la crisi ambientale che affligge la Terra semplicemente intervenendo su alcuni fattori specifici di tale crisi (per citare un solo esempio l’utilizzo dei combustibili fossili), senza tuttavia metterne in discussione le ragioni strutturali. Ringraziamo Carles Soriano per l’autorizzazione a pubblicare il suo lavoro e per la preziosa collaborazione fornitaci  in fase di revisione editoriale.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter110518: Iran-USA. E ora?

POLITICA Martedì sera Donald Trump ha annunciato l’uscita degli USA dal trattato sul nucleare iraniano. Si tratta di una notizia attesa, che avrà conseguenze geopolitiche non solo sulle relazioni Iran-USA, ma più in generale sugli equilibri geopolitici globali e che sta già suscitando un ampio dibattito. Come sempre quando si tratta di politica internazionale la stampa italiana, a parte rare eccezioni, è la meno adatta a farsi un’idea di ciò che realmente bolle in pentola. Lo scontro Iran-USA viene presentato come frutto delle ‘paturnie’ del bizzarro presidente degli Stati Uniti. In realtà, come ha commentato Limes, una delle poche voci italiane autorevoli in materia di politica internazionale, si tratta di un mutamento di tattica all’interno di una strategia ormai consolidata da decenni. MOBILITAZIONI Negli ultimi giorni alcune delle mobilitazioni che abbiamo seguito in questi mesi hanno vissuto alcuni passaggi importanti, dalla vertenza ILVA alla lotta dei lavoratori della GTT contro la giunta pentastellata a Torino, per quanto riguarda l’Italia, fino gli scioperi dei ferrovieri francesi e degli insegnanti in un numero crescente di Stati negli USA. In attesa di tornare a occuparci nel dettaglio di ciascuna di queste vertenza, in questo numero abbiamo voluto tracciare una breve panoramica dei più importanti sviluppi, sentendo anche i diretti interessati. SCIENZE Il dibattito internazionale tra i geologi sull’introduzione di una nuova era geologica, l’Antropocene, vede entrare in campo anche la teoria marxiana della produzione e riproduzione del capitale, impiegata come strumento di analisi per analizzare gli effetti dell’attività umana sull’ambiente e la crisi ecologica che affligge il Pianeta. Una conseguenza inevitabile della presenza umana o, in particolare, dell’introduzione del modo di produzione capitalistico? A 200 anni dalla sua nascita il pensiero di Marx rappresenta ancora un efficace strumento di indagine, almeno per una parte della comunità scientifica internazionale.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter080518: il problema sarebbero gli scioperi?

ATTUALITA’ Mentre i bus delle aziende di trasporto pubblico delle città italiane continuano ad andare a fuoco (l’ultimo stamattina a Roma a pochi passi da Piazza di Spagna ha provocato un ferito) pare che per le nostre autorità il problema principale degli utenti siano gli scioperi. E così la Commissione di Garanzia sugli Scioperi nei Servizi Essenziali e il Consiglio di Stato mettono in campo due decisioni che rendono sempre più difficile fare ciò che i ferrovieri francesi stanno facendo da un mese e continueranno a fare – questo l’annuncio della CGT – anche dopo l’incontro col Governo di ieri. Volendo essere precisi le modalità di sciopero francesi qui da noi sono vietate dall’entrata in vigore di una riforma del 2000, fatta non già da Berlusconi, bensì da D’Alema. ESTERI I risultati ancora provvisori delle elezioni di domenica in Libano ci consegnano una situazione ancor più tesa, non solo nel Paese dei Cedri, ma nell’intero Medio Oriente, dove la vittoria di Hezbollah accresce le tensioni con Israele, l’Arabia saudita e gli USA, che proprio oggi dovrebbero conoscere le intenzioni definitive di Trump in merito all’accordo con Tehran, protettore degli sciiti libanesi, sul nucleare. SINDACATO In Cina il Primo Maggio vede svolgersi in 20-30 città scioperi degli addetti alle gru dei megacantieri edili, i quali chiedono salari più alti, meno ore di lavoro, contratti scritti e versamenti sociali e previdenziali. STRATEGIA La telenovela delle consultazioni, apparentemente giunta alle ultime puntate, fornisce lo spunto a uno dei nostri redattori per affrontare, in termini divulgativi, un argomento forse più interessante, cioè l’applicazione della teoria matematica dei giochi alla soluzione di problemi di strategia, una materia su cui da circa 70 anni alcune delle maggiori istituzioni militari ed economiche occidentali indagano, anche assoldando i migliori scienziati su piazza, ma tuttavia poco nota al grande pubblico.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi