Newsletter271020: Sul covid anche Berlino litiga coi Laender

GERMANIA Anche nel paese indicato come modello nella lotta alla pandemia in Europa il conflitto tra l’autorità centrale dello Stato federale e i governi regionali complica la gestione della crisi sanitaria. Anche se qui c’è anche chi, ad esempio il governatore della Baviera, propone di trasferire competenze dalla periferia al centro invece del contrario. GRAN BRETAGNA Nelle aree più povere del paese il numero dei morti è più del doppio rispetto alle regioni più ricche. Lo denuncia Mark Serwotka, segretario generale di PCS, uno dei maggiori sindacati britannici, che attribuisce le responsabilità politiche di questa situazione a Boris Johnson, ma sottolinea anche l’assenza di un’opposizione energica da parte dei laburisti. CINA Sembrava che la Cina fosse ormai definitivamente al riparo e pronta ad approfittare della rapida uscita dalla crisi sanitaria per consolidare il proprio primato economico nel mondo, ma le notizie di un nuovo focolaio indicano che quanto meno il rischio di una ricaduta è presente. Qui poi i nuovi casi, ufficialmente tutti asintomatici, si sono registrati nello Xinjiang, regione agitata dalle tensioni tra Pechino e l’etnia uigura.

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Newsletter231020: la fragile glasnost di Bergoglio

SOCIETA’ La recente cacciata di uno dei più stretti collaboratori del Papa a seguito dell’ennesimo scandalo finanziario vaticano sembra confermare la narrazione di un Bergoglio riformatore della Chiesa in lotta come Gesù contro i mercanti nel Tempio. Una narrazione che in questi giorni si è rafforzata con la pubblicazione dell’enciclica Fratelli Tutti e le recenti affermazioni sulle unioni omosessuali. Ma dietro ogni narrazione si nasconde un mosaico più complesso di interessi e di spinte materiali, che abbiamo cercato di indagare. STORIA Nel 2021 in Francia si celebrerà con dibattiti, pubblicazioni, concerti e opere teatrali il 150esimo anniversario della Comune di Parigi. Uno dei comitati promotori delle iniziative ha intervistato il nostro Piero Acquilino per chiedergli alcune considerazioni su quell’episodio storico visto dall’Italia e sul lavoro di ricerca a cui sta partecipando.

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Newsletter201020: Germania, Ver.Di chiede aumenti del 4,8%

LAVORO In Germania il sindacato Ver.Di chiede aumenti salariali del 4,8% (rispetto al contratto del 2018) per i lavoratori ‘essenziali’ del pubblico impiego e della sanità che nell’era del coronavirus ‘fanno andare avanti la baracca’. Mentre in Italia gli operatori della sanità privata dopo 14 anni senza contratto ottengono il 4,1%, di cui metà a carico delle regioni. Ma nei giorni scorsi dal Lazio arriva la notizia che già sette strutture hanno dato disdetta al contratto e starebbero per firmare un contratto-pirata con organizzazioni sindacali di comodo. Da Genova la storia di un lavoratore del turismo alle prese con gli effetti del Covid e con le procedure INPS. Ha diritto sia alla cassa integrazione in deroga che ai 600 euro, ma rischia di non prendere né l’una né gli altri. Perché?  Per un problema di formulazione dell’apposito modulo di richiesta sul sito dell’istituto previdenziale.

Newsletter161020: Salari, con Bruxelles o con Visegrad?

LAVORO/POLITICA&SINDACATO Di fronte all’iniziativa della presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen sul salario minimo per il capitalismo italiano si pone un problema di posizionamento in Europa: con Francia e Germania contro il dumping salariale o coi paesi di Visegrad per competere offrendo lavoro a basso costo? Ma anche per il sindacato italiano (ed europeo) la domanda è: stare col sindacato tedesco che cinque anni fa ha detto sì al salario minimo e oggi discute di riduzione della settimana lavorativa a quattro giorni oppure da un’altra parte? Per ragionare sulla base di dati oggettivi in questo numero analizziamo le dinamiche salariali e come funziona il salario minimo nei paesi dell’Unione Europea in cui è presente e se è proprio vero che i bassi salari nei paesi come il nostro sono conseguenza della scarsa produttività del lavoro.

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Newsletter131020: Salario minimo, scontro in Europa

LAVORO Anche in Europa è scontro sul salario minimo. Ursula von der Leyen lo vuole introdotto con una direttiva, in forma vincolante, su pressione di Francia e Germania, cioè i paesi coi salari più alti, che temono il dumping salariale. Contrari i paesi nordici e quelli di Visegrad, ai quali paradossalmente si allineano i sindacati confederali italiani, CGIL CISL UIL (dalla UIL, tra l’altro, proviene il leader della Confederazione Europea dei Sindacati. Da Torino Michele Schifone, dirigente di USB, trae spunto dal recente contratto separato dei rider per trarne alcune riflessioni su salario minimo e contrattazione. SERVIZI PUBBLICI Da Genova arrivano le prime conferme delle conclusioni a cui eravamo giunti nella nostra inchiesta del 24 luglio ‘Se la finanza investe sui lampioni’. A soli due mesi dal passaggio dell’illuminazione pubblica dalle mani di un’azienda comunale a una società privata nel capoluogo ligure fioccano le segnalazioni di black out e altri disguidi. E ora anche la RSU aziendale, che aveva avallato l’operazione, si trova in evidente imbarazzo.

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Newsletter091020: Zaialand, alle radici del successo

POLITICA Un viaggio alla scoperta del ‘modello veneto’ per indagare le ragioni del successo di Zaia e dell’assenza di un’alternativa politica alla destra. Da organizzatore di eventi nelle discoteche del trevigiano ad ‘astro nascente’ della politica italiana (secondo il Financial Times) la bruciante carriera del Governatore è dovuta, certo, alle sue caratteristiche personali, ma soprattutto a un contesto dettato dalle esigenze del capitalismo veneto: coltivare le sue relazioni commerciali all’estero e la pace sociale in casa propria. SCIENZE Per la sinistra indagare le relazioni tra pandemia e struttura sociale, contribuendo a fornire degli strumenti per collocare l’attuale dibattito politico su un terreno meno angusto e in una prospettiva più a lungo termine dovrebbe essere uno degli obiettivi più urgenti. Nell’attesa a colmare almeno in parte il vuoto ci pensa Lancet, l’autorevole rivista medica britannica, con alcune interessanti riflessioni del suo direttore Richard Horton sul rapporto tra covid-19, malattie non trasmissibili e disuguaglianze sociali.

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Newsletter061020: USA Cronache della pandemia

POLITICA L’Economist il 2 ottobre ha dedicato il suo editoriale al contagio di Donald e Melania Trump, chiedendosi quale effetto la pandemia e questo specifico episodio avranno sulle elezioni del 3 novembre. Secondo l’autorevole organo del capitalismo britannico anche nella migliore delle ipotesi le conseguenze per il presidente uscente saranno negative. SOCIETA’ Ma c’è un’altra domanda, forse ancora più importante, a cui rispondere ed è che effetto la pandemia avrà sulla società americana e in particolare nel mondo del lavoro di qui ai prossimi anni. Una corrispondenza sulla sindacalizzazione nel settore della ristorazione, particolarmente colpito dal virus, e due schede ci aiutano ad approfondire l’argomento, ma anche a fare qualche riflessione sull’Italia.

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Newsletter021020: Hanno vinto i cacicchi

POLITICA Ma siamo proprio sicuri che hanno vinto Conte e i partiti di governo? O è l’illusione ottica dell’elettoralismo che porta a considerare ‘vincitore’ chi ha perso di meno? La realtà è che dalle elezioni del 20-21 escono più forti soprattutto i cacicchi locali di centrodestra e di centrosinistra come Zaia a De Luca, quelli che già nei mesi scorsi avevano ignorato o stravolto i provvedimenti del Governo o addirittura gli avevano dettato la linea. La nostra analisi del voto. Intanto Confindustria affila le armi, mentre la sinistra politica e sociale continua a illudersi di riuscire a fermare nelle urne una destra che avanza nella società. Dalla Liguria arriva una proposta: sfidare la destra sul tema del salario. CINEMA Miss Marx, il film di Susanna Nicchiarelli presentato a Venezia, è l’occasione per riscoprire la figura tragica di Eleanor, ultima tra le figlie di Karl Marx, un’esistenza travagliata  tra la lotta per una società senza discriminazioni di classe e di genere e le anguste convenzioni della società vittoriana, che non risparmiarono lei e la sua famiglia.

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Newsletter290920: Pechino pensa alla guerra?

POLITICA&GUERRA Un recente editoriale del tabloid del Partito Comunista Cinese Global Times, pubblicato 10 giorni prima che Xi Jinping tessesse le lodi del multilaterialismo all’ONU, esprime un concetto molto chiaro: la Cina deve prepararsi militarmente e spiritualmente a una guerra. L’articolo sembra riflettere il timore di Pechino che gli USA possano adottare contro la Cina una strategia indiretta: invece di un’iniziativa frontale, ad esempio contro le relazioni commerciali globali di Pechino, l’intervento di alleati americani nella regione sui molteplici focolai di tensione presenti all’interno o ai confini della Cina. Elena Rusca ci parla di uno di essi, lo Xinjiang, intervistando la figlia di un prigioniero politico uiguro e ricostruendo i contorni del problema. Red Mirror, il saggio di Simone Pieranni sull’uso che Pechino fa delle nuove tecnologie digitali per irrigidire il controllo sociale, fa luce su un altro versante di quel timore. La nostra recensione del libro.

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Newsletter250920: Covid, la competizione mondiale sul vaccino

ECONOMIA Il miraggio del vaccino antiCovid, in grado di esorcizzare le peggiori paure suscitate dalla pandemia, comincia ad affacciarsi all’orizzonte. E’ un grande tema di attualità, ma anche una potenziale arma di consenso e una leva di affari miliardari.  Governi nazionali e istituzioni sovranazionali (tra cui Italia e UE) stanno ordinando centinaia di milioni di dosi di potenziali vaccini non ancora testati e i produttori stanno chiedendo e ottenendo che si facciano anche carico degli indennizzi per eventuali effetti collaterali gravi, visto che le pressioni politiche stanno riducendo i tempi a disposizione per i test clinici. Ma non tutti si fregano le mani: l’industria farmaceutica francese Sanofi, che nel primo trimestre di quest’anno ha visto le proprie entrate gonfiarsi e ha distribuito dividendi miliardari ai suoi azionisti, a giugno ha annunciato 1.700 licenziamenti e la chiusura di un centro di ricerca.

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