TRASPORTI Scioperi in Corea, Olanda e Sud Africa

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Anche il trasporto pubblico locale, come la scuola e in generale i servizi pubblici, è vittima dei tagli alla spesa pubblica e i lavoratori del settore di recente hanno risposto scioperando in ben tre continenti. Un breve resoconto di queste mobilitazioni, delle loro rivendicazioni e degli esiti.

Ci sono settori dell’economia che da anni subiscono tagli drastici fino a essere sospinti sull’orlo di un collasso, una situazione che prima o poi spinge inevitabilmente i lavoratori a reagire. Nell’ultimo anno nel mondo le condizioni più favorevoli agli scioperi si sono manifestate in particolare nell’ambito dei servizi pubblici (scuola, sanità, trasporti ecc.). Questi ultimi infatti sono i più direttamente esposti all’effetto combinato dei tagli e delle misure di privatizzazione. Ma pesa anche il fatto che si tratta di attività caratterizzate da un alto tasso di sindacalizzazione e dove la resistenza dei lavoratori non può essere aggirata minacciando di delocalizzare. Nei mesi scorsi PuntoCritico ha seguito la lotta degli insegnanti americani e ultimamente di quelli polacchi, poi gli scioperi nella sanità irlandese. Oggi ci occupiamo di trasporto pubblico. Dopo lo sciopero di aprile a Berlino, i sindacati dei tranvieri sono passati all’azione in Corea del sud, in Olanda e in Africa. L’eccezione dei Paesi Bassi, dove, come vedremo, lo scontro si è concentrato sulle pensioni, conferma la regola che vede i lavoratori scioperare in primo luogo per strappare aumenti salariali. Nei prossimi anni insomma lavoratori dei servizi pubblici e rivendicazioni salariali insomma potrebbero diventare protagonisti del conflitto nei posti di lavoro. Ma passiamo alla cronaca.

Corea del sud. Accordo in extremis, sciopero cancellato

Lo sciopero nazionale convocato per mercoledì scorso dagli autisti del trasporto pubblico locale in Corea del sud è stato annullato dopo che è stato raggiunto un accordo sui temi in agenda – salari  e condizioni di lavoro – grazie a una trattativa avviata in extremis proprio per scongiurare il blocco degli autobus. L’astensione dal lavoro era stata decisa per premere sul governo e le aziende del settore ed evitare una decurtazione dei salari a partire dal prossimo luglio, quando l’applicazione del nuovo orario settimanale ridotto entrerà in vigore anche nel settore del trasporto pubblico. La decisione di ridurre l’orario di lavoro da 68 a 52 ore a settimana nelle aziende con più di 300 dipendenti è stata presa dal Governo nel luglio del 2018 allo scopo di stimolare consumi e crescita economica, ma alle aziende del settore mobilità è stato concesso un anno di tempo per adeguarsi. Tra meno di due mesi dunque scatterà l’applicazione del provvedimento, che per i lavoratori, stando così le cose, significherà una perdita equivalente a 10.000 dollari l’anno (a Seoul il salario medio annuo è di 57.000 dollari). Secondo la Federazione dei Lavoratori dell’Auto e dei Trasporti, il sindacato che organizza gli autisti, 32.000 lavoratori sindacalizzati in 9 su 11 delle città metropolitane e province in cui è suddiviso il paese hanno approvato lo sciopero con una schiacciante maggioranza del 96,6%.

I lavoratori di 8 città metropolitane e province tuttavia sono riusciti a trovare un accordo e quindi hanno deciso di cancellare lo sciopero. A Seoul l’intesa è stata firmata 90 minuti prima della sospensione del lavoro e i due punti principali sono aumenti retributivi del 3,6% e l’innalzamento dell’età pensionabile da 61 a 63 anni. A Ulsan invece l’accordo è stato raggiunto alle 8 di mattina, circa 3 ore dopo l’inizio dello sciopero e i bus hanno ripreso a circolare regolarmente poco dopo. In altre 5 regioni il sindacato ha deciso di posporre lo sciopero e continuare la trattativa fino a fine mese. Nella provincia di Gyeonggi la decisione di andare avanti col negoziato è arrivata martedì sera, dopo che il ministro dei trasporti, il governatore e il Partito Democratico al governo hanno annunciato nuovi aumenti tariffari. Il ministro dei trasporti ha comunicato che il Governo ha intenzione di aumentare le tariffe anche in altre regioni del paese entro la fine del mese.

Olanda. Scontro sulle pensioni

In Olanda lo sciopero dei trasporti di 24 ore convocato per il 28 di maggio in tutto il paese, con l’eccezione di Utrecht e Gelderland, si inquadra in una vertenza più generale aperta dai sindacati sul tema dell’età pensionabile. All’agitazione, che riguarda il trasporto ferroviario e i bus, parteciperanno anche anche metalmeccanici e lavoratori delle costruzioni. I sindacati chiedono il congelamento dell’età pensionabile a 66 anni. Negli ultimi anni infatti secondo la Confederazione dei sindacati olandesi (FNV) l’aumento dell’aspettativa di vita e le regole del sistema previdenziale faranno sì che a partire dal 2024 gli olandesi andranno in pensione a 67 anni. Il sindacato denuncia anche il fatto che per i lavoratori olandesi sia sempre più difficile raggiungere quella soglia in condizioni di buona salute.

Lo sciopero rientra in una campagna lanciata dal sindacato cercare di portare a termine una trattativa iniziata l’anno scorso e arenatasi proprio sullo scoglio delle pensioni. Il 18 marzo il sindacato aveva già convocato uno sciopero, che però era stato interrotto in seguito all’attentato terroristico di Utrecht, dove un uomo aveva aperto il fuoco sui passeggeri di un tram uccidendone 3 e ferendone 7. Le tre principali rivendicazioni dell’iniziativa del 28 maggio sono: il congelamento dell’età pensionabile e la revoca delle penalizzazioni per chi va in pensione anticipatamente; un’indicizzazione degli assegni mensili dei pensionati e la garanzia di un trattamento previdenziale per tutti, inclusi i lavoratori autonomi e i precari.

Sud Africa. Tre settimane di sciopero, salari +9%

Il 10 maggio uno sciopero che ha coinvolto circa 17.000 autisti sudafricani si è concluso dopo tre settimane di sospensione del lavoro. La South African Transport and Allied Workers Union, il sindacato che ha promosso lo sciopero, chiedeva aumenti salariali del 12% e maggiorazioni più alte per lo straordinario. I datori di lavoro offrivano aumenti dell’8,75%. L’accordo che ha messo fine allo sciopero prevede aumenti del 9% quest’anno (calcolati a partire dall’1 aprile scorso) e dell’8% l’anno prossimo. Gli autisti sostengono di non riuscire ad arrivare alla fine del mese. Il salario medio in Sud Africa ammonta all’equivalente di circa 1.400 dollari, ma per loro lo stipendio mensile si ferma sotto ai 1.000.

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